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Fargo

Jerry, direttore vendite di una concessionaria, si trova al lastrico: per ottenere soldi facili decide di ingaggiare due malviventi per rapire la moglie e far pagare il riscatto al ricco e burbero suocero.  Il piano però viene gestito in maniera approssimativa e le conseguenze saranno davvero tragiche. Con  Fargo  si ha la sensazione che i fratelli Coen pongano una stesura dei capisaldi del loro cinema, caratteristico e diretto, con sequenze che rivedremo spesso nei loro film futuri. Le situazioni e i personaggi oscillano in un equlibrio davvero precario che cambia continuamente stile e tono: le linee tra il comico e il tragico, tra il calcolo e la casualità, tra buoni e cattivi, sono così sottili da permettere una continua compenetrazione di (non) valori, in cui nessun personaggio riesce ad esprimere una valenza davvero positiva (o negativa). La visione della realtà che ne emerge non può nemmeno essere definita troppo caricaturale, perché i Coen sono abili nel...

Birdman (o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza)- La lotta di una star decaduta con il suo super Io irrazionale.

Riggan Thompson è una star in declino. Gli anni novanta e la trilogia del supereroe Birdman sono ormai lontani, dimenticati dai più, ma non da Riggan. Cerca allora, ormai sessantenne, il grande rilancio, passando però dalla porta di servizio: vuole mettere in scena a Broadway uno spettacolo teatrale basato sul libro " What We Talk About When We Talk About Love" di Raymond Carver. L'eterno scontro tra box office e film di qualità, cinema e teatro, fama e virtù si palesa nella sua quotidiana lotta con la sua metà e super Io irrazionale, rappresentata da Birdman stesso: "Come accidenti ci siamo finti qui? In questa fogna. Eri una star del cinema, ricordi?". A collaborare con lui, in questa apparentemente folle impresa, c'è anche il talentuoso Mike Shiner (Edward Norton) che, al contrario di Riggan, è un attore ben più versatile ed esuberante, disinteressato nei confronti della celebrità esasperata ("La popolarità è la cuginetta zoccola del pres...

NATURAL BORN KILLERS (1994 – regia di Oliver Stone)

Che cos'è un omicidio, amico? Tutte le creature di Dio uccidono, in un modo o nell'altro. Guarda le grandi foreste: lì hai specie che uccidono altre specie, la nostra le uccide invece tutte allegramente foreste comprese: solo che la chiamiamo "industria" non omicidio. Di Giuseppe Fasano Oliver Stone decide, nel 1994, di dirigere questo film la cui sceneggiatura originaria era di Quentin Tarantino. Le modifiche apportate da Stone creano un malcontento talmente esagerato del regista de “Le Iene” che addirittura i due arrivano ai ferri corti: Quentin vorrebbe che il suo nome non apparisse neanche tra i titoli di coda. Ma tant’è. Certamente il processo narrativo di Oliver Stone, in “Natural Born Killers”, non è molto dissimile da quel sopravvalutato film biografico sulla storia di Re Lucertola Jim Morrison (“The Doors” – che Stone diresse qualche anno prima): si respira una sorta di “aria lisergica”, trasognata, surreale, colma di citazioni (“filmati den...

Django Unchained

1858- due anni prima della guerra civile. Somewhere in Texas.  Il cacciatore di taglie, il Dottor King Shultz, sta cercando i Brittle Brothers e solo Django, loro precedente schiavo, può aiutarlo, in cambio avrà la libertà e l'aiuto di Shulz per ritrovare la sua amata Broomhilda Von Shaft e prendersi la sua agognata vendetta. La ricerca li porterà a Candyland dove il terribile Calvin Candie sfrutta gli schiavi neri per i combattimenti clandestini. Django sembra un trito di spaghetti western e fumettistico dramma sulla vendetta.  Tarantino, da un lato, omaggia il genere western, che tanto ama, dall'altro ne stravolge i canoni, lo disossa, ne mantiene il nome - preso dal Django di Corbucci, interpretato da Franco Nero che fa un cameo nel film -, alcuni registri stilistici, come i close-up alla Sergio Leone, le colonne sonore - perfette - di film come I giorni dell'Ira e del semi parodistico Lo chiamavano Trinità , ma uccide i cavalli, intoccabili negli s...

Pulp Fiction

" Ezechiele 25.17: "il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te."  Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l'uom...