sabato 31 gennaio 2015

Gone girl - L'amore bugiardo

"Quando penso a mia moglie, penso sempre alla sua testa. Immagino di aprirle quel cranio perfetto e srotolarle il cervello in cerca di risposte alle domande principali di ogni matrimonio. 
A cosa pensi? Come ti senti? Cosa ci siamo fatti?"



Recensire l'ultima fatica di David Fincher è davvero difficile, sopratutto considerando i capovolgimenti che si susseguono nel corso del film.
Già la frase di apertura ci spiazza.
C'è qualcosa che stride con la bellezza delle immagini che stiamo guardando. 
Un marito amorevole che accarezza la testa della bellissima moglie appena sveglia. Una voce calda che sembra abbracciarci irrompendo nella stanza. E invece distrugge la perfezione del momento con qualcosa che ci turba dall'interno.
C'è odio più che amore.
E Fincher ci dice subito che qualcosa non va.
Nick Dunne (Ben Afflek) è al bar della gemella, è il quinto anniversario di matrimonio con Amy(Rosamund Pike). 
Lei avrà di nuovo inventato qualcosa per farlo uscire di testa, un'altra caccia al tesoro che lui non riuscirà a finire provocando l'ira della moglie.

Ma quando torna a casa, lei non c'è.

Denuncia la scomparsa alla polizia.
Gli agenti vogliono vederci chiaro, chi è lui, chi è lei? come passa le giornate sue moglie? Cosa ha fatto a sua moglie?
Cosa significa una busta con scritto "Clue one" nel cassetto delle mutande?
(vi dice niente Seven?)
Gli indizi che Amy lascia per il rito dell'anniversario ci fanno scendere nella vita della coppia. 
Ci portano nello studio di Nick, ora è un professore, alle mutandine di una studentessa, alla vecchia casa di suo padre, dove trovano un diario bruciato.
È il diario di Amy. Il filo narrativo si sdoppia.
La sua voce ci narra come si sono conosciuti a New York ad una festa, entrambi giornalisti, come sia rimasta impressionata da quell'uomo diverso dagli altri che prima di baciarla le ha scostato con dolcezza dal labbro la farina che volava fuori da una pasticceria.
Amy, la strafiga, l'inarrivabile, ma sempre dietro alla Mitica Amy, personaggio della serie di libri che ha fatto la fortuna dei suoi genitori.
Le carriere di Nick e Amy falliscono, la madre di Nick si ammala, per starle vicino si trasferiscono nella piccola cittadina che ha dato i natali a Nick.


Iniziano ad emergere le crepe della perfetta storia dei perfetti Nick e Amy.
Le loro fragilità e incomprensioni, di pari passo con le indagini della polizia che stringono sempre più il cappio intorno al collo di Nick.
Il tutto aumentato dalla crescente psicosi dei media.

Fincher ci fa precipitare in un turbine di eventi, in un crescendo di suspense. Ci gira e rigira a suo piacimento. Ormai siamo convinti di sapere quello che è accaduto e il momento dopo il quadro è cambiato, la situazione si capovolge. Siamo smarriti di nuovo.
I paradigmi dei protagonisti scoppiano poco a poco sullo schermo e ne svelano la duplicità: Amy, la moglie innamorata, la stronza coi soldi, ingabbiata nel modello perfetto di se stessa, costretta a riproporsi sempre uguale, sempre perfetta per accontentare tutti quelli che l'hanno sempre vista e voluta così; Nick, il brav'uomo, il fedifrago, il fallito senza un soldo, sempre sottomesso dalle donne della sua vita (Amy, la sorella) che lo giudicano e lo guardano dall'alto in basso, inetto, incapace di prendere il controllo della situazione. 

Finché....

Finché la matassa non si sbroglia e riaccartoccia su se stessa.

E il regista è abilissimo nel farlo.
Un thriller hitchcockiano (impossibile non pensare a Vertigo) ben confezionato, con toni che scivolano nel grottesco.
E ci lasciano senza fiato.
Un continuum con gli altri film del registra che, come con Millennium e Fight Club prende un romanzo (lì erano Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson e Fight Club di Chuck Palahniuk; qui L'amore bugiardo di Gillian Flynn) e lo piega alle sue venature stilistiche. 
Il ruolo di Nick calza alla perfezione a Ben Afflek, apprezzabile nella sua inespressività.
Rosamund Pike regge benissimo la mutevole Amy, tanto da guadagnarsi la prima candidatura all'Oscar.
Nel cast, nel ruolo dell'inquietante ex di Amy, anche Neil Patrick Harris, il Barney Stinson di How I met your mother, nonché futuro presentatore della notte degli Oscar 2015.

Trailer:






giovedì 15 gennaio 2015

Nomination Oscar 2015, chi vincerà?


Ecco a voi la lista dei film e degli attori nominati per i prossimi premi Oscar. Purtroppo, quest'anno, manca il nostro Leo! 
Grandi aspettative per i plurinominati Birdman e Grand Budapest hotel! 
Miglior film
  • American sniper
  • Birdman
  • Boyhood
  • Grand Budapest hotel
  • Imitation game
  • Selma
  • Theory of everything
  • Whiplash
Migliore attore protagonista
  • Steve Carell in Foxcatcher
  • Bradley Cooper in American sniper
  • Benedict Cumberbatch in The imitation game
  • Michael Keaton in Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Eddie Redmayne in The theory of everything
Migliore attore non protagonista
  • Robert Duvall in The judge
  • Ethan Hawke in Boyhood
  • Edward Norton in Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Mark Ruffalo in Foxcatcher
  • J.K. Simmons in Whiplash
Migliore attrice protagonista
  • Marion Cotillard in Two days, one night
  • Felicity Jones in The theory of everything
  • Julianne Moore in Still alice
  • Rosamund Pike in Gone girl
  • Reese Witherspoon in Wild
Migliore attrice non protagonista
  • Patricia Arquette in Boyhood
  • Laura Dern in Wild
  • Keira Knightley in The imitation game
  • Emma Stone in Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Meryl Streep in Into the woods
Migliori film in lingua straniera
  • Ida Polonia
  • Leviathan Russia
  • Tangerines Estonia
  • Timbuktu Mauritania
  • Wild Tales Argentina
Migliore adattamento cinematografico
  • Jason Hall per American sniper
  • Graham Moore per The imitation game
  • Paul Thomas Anderson per Inherent vice
  • Anthony McCarten per The theory of everything
  • Damien Chazelle per Whiplash
Migliore sceneggiatura originale
  • Alejandro G. Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Jr. e Armando Bo per Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Richard Linklater perBoyhood
  • E. Max Frye e Dan Futterman perFoxcatcher
  • Wes Anderson e Hugo Guinness perThe Grand Budapest hotel
  • Dan Gilroy per Nightcrawler