lunedì 30 dicembre 2013

Box Office ITA/USA 27-29 dicembre 2013

USA

1 Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

Incasso weekend: 29.850.000 $

Incasso totale: 190.304.000 $

3settimana





2 Frozen: il regno di ghiaccio

Incasso weekend: 28.845.000 $

Incasso totale: 248.366.000 $

6 settimana




3 Anchorman 2

Incasso weekend: 20.150.000 $

Incasso totale: 83.667.000 $

2 settimana





4 American Hustle

Incasso weekend: 19.550.000 $

Incasso totale: 60.035.000 $

3 settimana




5 The Wolf of Wall Street


Incasso weekend: 18.510.000 $

Incasso totale: 34.302.000 $

1 settimana




6 Saving Mr. Banks

Incasso weekend: 14.021.000 $

Incasso totale: 37.844.000 $

3 settimana




7 I sogni segreti di Walter Mitty

Incasso weekend: 13.000.000 $

Incasso totale: 25.595.000 $

3 settimana



8 Hunger Games: Catching Fire


Incasso weekend: 10.200.000 $

Incasso totale: 391.124.000 $

6 settimana




9 Ronin


Incasso weekend: 9.869.000 $

Incasso totale: 20.571.000 $

3 settimana





10 Tyler Perry's: A Madea Christmas

Incasso weekend: 7.400.000 $

Incasso totale: 43-710.000 $

3 settimana








ITA


1 Frozen: il regno di ghiaccio

Incasso weekend: 6.113.641 €

Incasso totale: 10.329.458 €

2 settimana





2 Colpi di Fortuna


Incasso weekend: 4.296.734 €

Incasso totale: 8.428.532 €

2 settimana






3 Indovina chi viene a Natale?

Incasso weekend: 3.257.769 €


Incasso totale: 5.749.048 €

2 settimana






4 Un fantastico via vai


Incasso weekend:  2.667.271 €

Incasso totale: 7.137.064 €

3 settimana





5 Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

Incasso weekend: 2.644.629 €


Incasso totale: 10.676.087 €

3 settimana






6 I sogni segreti di Walter Mitty

Incasso weekend: 1.985.985 €


Incasso totale: 3.521.525 €

2 settimana





7 Philomena


Incasso weekend: 1.606.435 €

Incasso totale: 2.533.799 €

2 settimana





8 Piovono Polpette 2

Incasso weekend: 1.398.368 €


Incasso totale: 1.581.828 €

1 settimana





9 Blue Jasmine


Incasso weekend: 426.864 €

Incasso totale: 3.403.204 €

4 settimana






10 La mafia uccide solo d'estate


Incasso weekend: 315.494 €

Incasso totale: 3.326.181 €

4 settimana

lunedì 23 dicembre 2013

Box Office ITA/USA 20-22 dicembre 2013

USA

1 Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

Incasso weekend: 31.4000.000 $

Incasso totale: 127.500.000 $

2 settimana


2 Anchorman2

Incasso weekend: 26.800.000 $

Incasso totale: 40.000.000 $

1 settimana



3 Frozen

Incasso weekend: 19.200.000 $

Incasso totale: 192.000.000 $

5 settimana


4 American Hustle

Incasso weekend: 19.100.000 $

Incasso totale: 20.200.000 $

2 settimana



5 Saving Mr. Banks

Incasso weekend: 9.320.000 $

Incasso totale: 9.950.000 $

2 settimana



6 Hunger Games: Catching Fire

Incasso weekend: 8.750.000 $

Incasso totale: 372.000.000 $

5 settimana



7 Tyler Perry's: A Madea Christmas

Incasso weekend: 8.500.000 $

Incasso totale: 28.300.000 $

2 settimana


8 A spasso con i dinosauri

Incasso weekend: 7.300.000 $

Incasso totale: 7.300.000 $

1 settimana



9 Dhoom 3

Incasso weekend: 3.310.000 $

Incasso totale: 3.310.000 $

1 settimana



10 Thor: The Dark World

Incasso weekend: 1.330.000 $

Incasso totale: 201.000.000 $

7 settimana





ITA
1 Frozen

Incasso weekend: 2.307.768 euro

Incasso totale: 2.307.768 euro

1 settimana




2 Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

Incasso weekend: 1.983.594 euro

Incasso totale: 6.736.048 euro

2 settimana



3 Colpi di Fortuna

Incasso weekend: 1.933.440 euro

Incasso totale: 1.933.440 euro

1 settimana


4 Indovina chi viene a Natale

Incasso weekend: 1.143.572 euro

Incasso totale: 1.143.572 euro

1 settimana
5 Un fantastico via vai

Incasso weekend: 955.460 euro

Incasso totale: 3.355.673 euro

2 settimana



6 I sogni segreti di Walter Mitty

Incasso weekend: 758.385 euro

Incasso totale: 758.385 euro



7 Philomena

Incasso weekend: 552.992 euro

Incasso totale: 552.992 euro

1 settimana


8 Blue Jasmine

Incasso weekend: 264.000 euro

Incasso totale: 2.800.000 euro

3 settimana



9 La mafia uccide solo d'estate

Incasso weekend: 182.000 euro

Incasso totale: 2.900.000 euro

3 settimana



10 Still life

Incasso weekend: 123.000 euro

Incasso totale: 243.000 euro

2 settimane

venerdì 20 dicembre 2013

Il cielo sopra Berlino

"Quando il bambino era bambino era l'epoca di queste domande: "Perché io sono io e perché non sei tu?..La vita sotto il sole è forse solo un sogno? Non è solo l'apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro? C'è veramente il male e gente veramente cattiva? Come può essere che io che sono io non c'ero prima di diventare? E che una volta io che sono io non sarò più quello che sono?"



Difficile descrivere un film come Il cielo sopra Berlino. 
La pellicola è una cadenzata successione di immagini e pensieri che come una lunga poesia, ti entra dentro e scolpisce qualcosa in te, ti si aggrappa.
Nella Berlino di inizio anni '80, ancora divisa dal muro, gli angeli osservano la città e i suoi abitanti: ascoltano i loro pensieri e cercano di confortarli poggiando una mano sulla loro spalla.
Solo i bambini riescono a vederli, in nessun altro modo possono interagire con il mondo terreno.
Non possono apprezzare i colori, vedono tutto in bianco e nero, non riescono del tutto a comprendere i comportamenti umani, ma ne sono affascinati.
Damiel (Bruno Gantz) e Cassiel (Otto Sander) sono gli angeli su cui si incentra la storia.



Cassiel, angelo silente, riflessivo, pago della sua condizione, annota su un taccuino le attività e i pensieri umani che più lo colpiscono e li racconta, meravigliato, all'amico. 
Damiel, invece, sente il peso della sua eternità, della sua incapacità di sentire dolore o altre sensazioni umane, del suo non stupirsi più di niente. 
Un giorno, errando per la città, si imbatte in un circo e rimane incantato dall'affascinante trapezista Marion (Solveig Dommartin), una donna molto sola che alterna momenti malinconici a momenti di improvvisa felicità.
Segue tutti i suoi movimenti al circo, per le strade, ai concerti di Nick Cave, se ne innamora ed entra nei suoi sogni.
Cassiel, invece, viene incuriosito da un uomo anziano, Omero (Curt Bois), che riflette sulla mancanza di epos, sulla mancanza di un cantore della società di cui l'umanità ha bisogno e che vaga alla ricerca della Potsdamer Platz, un tempo (prima della Seconda Guerra Mondiale) il posto più frequentato di Berlino, ora un cumulo di macerie in un campo desolato.
I due angeli seguono insieme un'altra vicenda: stanno girando un giallo ambientato durante il Nazismo, il cui osannato protagonista è Peter Faulk, il Tenente Colombo -  nella parte di se stesso. 
Faulk disegna furtivamente i volti dei colleghi, rimane affascinato dalle linee e dalle particolarità dei loro volti e, durante una pausa caffè, si rivolge inaspettatamente a Damien dicendo che gli piacerebbe vederlo, gli piacerebbe parlare con il suo "compagnero".


Damien è ora più che mai deciso a diventare umano e, mentre esprime allo scettico Cassiel tutto quello che potrà fare una volta umano, viene illuminato da una luce divina che esaudisce il suo desiderio.
Per la prima volta sperimenta il dolore, quando la sua armatura da angelo gli piomba in testa, vede i colori, prova stupore, assaggia il caffè e si dirige da Peter che quando lo vede gli rivela di essere anch'egli un angelo che ha deciso di diventare mortale.
Ora riesce a comprendere gli uomini e finalmente potrà stringere l'amata, di cui si mette alla ricerca.
Anche Marion lo sta cercando, sa che l'uomo che ha sognato sarà l'uomo della sua vita.



Wim Wenders crea un'opera fatta di altissime venature liriche e una potenza evocativa straordinaria.
Surreale e metafisico cattura l'immaginazione dello spettatore e ne eleva lo spirito.
Il film racchiude diverse riflessioni: l'incomunicabilità tra uomini, la condizione dell'uomo che dopo la seconda guerra mondiale ha perso la sua dimensione epica, smarrendo la sua identità, si è ammalato. Può l'uomo dopo gli orrori commessi, tornare a guardare il mondo in modo puro, con gli occhi di un bambino?
Le parole che ricorrono, come un'ossessionante filastrocca, scandendo tutto il film "Quando il bambino era bambino" sono la chiave di lettura della poetica del film.
La stessa ambientazione è evocativa: le macerie di Berlino rappresentano in pieno la morte, lo scempio provocato dagli uomini, il muro che divide la città rappresenta la paralisi comunicativa tra gli uomini e la divisione tra l'incorrotto mondo celeste e il degradante mondo terreno.
Gli angeli sono esseri perfetti, l'opposto dei mortali, ma a Damiel la perfezione non basta, come non basterebbe all'uomo se l'avesse, pur desiderandola. 
Damiel vuole sperimentare l'umanità effimera ma pulsante di emozioni turbinose, in questo Wenders da valore alla fragilità umana, all'imperfezione che diviene qualcosa che addirittura un angelo desidera. 
Il regista esalta la condizione imperfetta che l'uomo vive e ci mostra uno spiraglio di luce sulla capacità degli uomini di ritrovare l'identità perduta e lo stupore infantile.
Le poesie di Rainer Maria Rilke hanno influenzato questo film che segnò il ritorno di Wenders in Germania, dopo una lunga parentesi Statunitense.
Il regista ammise di non avere un vero copione quando iniziò le riprese e che molto fu dovuto all'improvvisazione del momento. Per esempio, il personaggio di Peter Faulk non era previsto originariamente, ma Damiel aveva bisogno di un ex-angelo per poter fare il grande passo verso l'umanità.
"City of Angels", del 1998, in cui Nicolas Cage interpreta l'angelo che diventa umano per amore di Meg Ryan, è il tentativo mal riuscito di un remake che ha cercato di attirare una più ampia fetta di pubblico abbandonando i toni corali dell'originale, snaturandolo e facendone uscire una mera copia sbiadita. 



Trailer:




Frasi del film:

Quando il bambino era bambino, | se ne andava a braccia appese, | voleva che il ruscello fosse un fiume, | il fiume un torrente, | e questa pozza, il mare. || Quando il bambino era bambino, | non sapeva di essere un bambino, | per lui tutto aveva un'anima | e tutte le anime erano un tutt'uno. || Quando il bambino era bambino, | su niente aveva un'opinione, | non aveva abitudini, | sedeva spesso a gambe incrociate, | e di colpo sgusciava via, | aveva una vortice tra i capelli | e non faceva facce da fotografo.|| Quando il bambino era bambino,| era l'epoca di queste domande:| "Perché io sono io e perché non sei tu?| Perché sono qui e perché non sono li?| Quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?| La vita sotto il sole è forse solo un sogno?| Non è solo l'apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro?| C'è veramente il male e gente veramente cattiva?| Come può essere che io che sono io non c'ero prima di diventare?| E che una volta io che sono io non sarò più quello che sono?" 

- Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia? come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora. Vivere, basta uno sguardo. È buffo non sento niente. È la fine e non sento niente. Devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento niente, come se il dolore non avesse un passato. Tutta la gente che ho conosciuto che resta e resterà nella mia memoria – finisce sempre quando sta per cominciare, era troppo bello per essere vero, finalmente fuori in città. chi sono io? chi sono diventata? la maggior parte del tempo sono troppo cosciente per essere triste. Ho aspettato un eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa; poi sono andata all'estero, qualcuno che dicesse 'Oggi ti amo tanto' come sarebbe bello, devo solo alzare la testa e il mondo sempre davanti ai miei occhi mi sale nel cuore. Quando ero bambina volevo vivere su un isola, una donna sola, potentemente sola. Sì, è così .. è tutto così vuoto, slegato, il vuoto, l'angoscia, l'angoscia, l'angoscia come un animaletto che si è perso nel bosco. Chi sei tu, non lo so più. (Marion)


mercoledì 18 dicembre 2013

A Clockwork Orange - Arancia Meccanica



Alexander DeLarge è un adolescente che vive con i genitori, amante della musica classica e sottoposto al controllo di un ufficiale giudiziario a causa dei suoi comportamenti antisociali.
È il capo di una banda di teppisti, i suoi Drughi (amici in russo), composta da Dim, Pete e George.
Alex, durante le scorribande notturne, non esita a sottolineare chi dei quattro detiene la leadership del gruppo: la sua refurtiva è sempre maggiore degli altri e non tollera atteggiamenti gerarchicamente orizzantali con gli altri membri, ed i rari di smacchi nei suoi confronti, vengono repressi con pestaggi e intimidazioni.
I quattro si divertono a creare il caos, a stuprare, a malmenare chi capita, derubare e sorseggiare LattePiù, un "latte migliorato con qualche droguccia per renderti più predisposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza”, al Korova Milk Bar.

Una notte, dopo uno scontro con la banda rivale capeggiata da Billy Boy, Alex decide di mettere in scena la "visita a sorpresa": entrare in un'abitazione scelta a caso per rapinarla e perpetrare violenze agli inquilini.
La casa in questione è quella dello scrittore Frank Alexander che viene picchiato fino allo sfinimento e a cui Alex, canticchiando I'm Singing in the rain, violenta la moglie, che in seguito allo choc muore.
Tornato a casa soddisfatto, Alex mette su la Nona del suo Ludovico Van (Beethoven) e la mattina dopo, salta la scuola per dedicarsi ad un altro genere di attività con due ragazzine rimorchiate in un negozio di dischi con il Guglielmo Tell che fa da sottofondo.
Durante una rapina ai danni di un'attempata signora piena di gatti che Alex uccide con una statuetta falliforme, i Drughi lo tradiscono e, facendogli perdere i sensi con una botta, lo lasciano in balia della polizia: viene arrestato e condannato a 14 anni per omicidio.
In carcere cerca di tenere una buona condotta, accattivandosi il cappellano, così, viene sottoposto ad un programma sperimentale di riabilitazione ideato dal nuovo Governo: il programma Ludovico.
Il trattamento prevede la somministrazione di farmaci che provocano nausea all'ascolto di Beethoven e davanti a scene di violenza, che vengono propinate quotidianamente ad Alex mentre è legato ad una sedia, con un apparecchio che gli mantiene gli occhi sbarrati.
Alla fine della procedura, vengono convocati i ministri del Governo per dare dimostrazione della riuscita del programma: Alex è incapace di difendersi davanti agli atti di violenza che gli vengono inflitti, a causa della nausea che prova.
Ora può tornare a casa, completamente rinnovato.
Ma la realtà non è più come se la ricordava: i genitori hanno affittato la sua stanza ad un altro ragazzo, i drughi sono diventati poliziotti che si rifanno delle angherie di Alex, ormai inerme, picchiandolo a sangue.
Vagando per la città, viene accolto in casa dallo scrittore Alexander, che riconoscendolo dal suo canticchiare I'm Singing in the rain, finge di volerlo aiutare e organizza un incontro con il partito d'opposizione al governo, per dimostrare l'inutilità del programma Ludovico. 
Fa, infatti, sentire ad Alex la Nona e ciò lo induce a buttarsi dalla finestra, incapace di sopportare il dolore.

Alex si sveglia in ospedale, "guarito", capace di nuovo di pensieri ultra-violenti e attorniato da giornalisti e politici.
Lì viene convinto dal Ministro dell'Interno a mantenere il silenzio in cambio di un posto di lavoro e l'assicurazione che nessuno lo toccherà più. 
Può tornare ad essere quello di prima con le spalle coperte dalla legge!


A Clockwork Orange è una frase tipica di un dialetto britannico per indicare un'ambiguità. 
Arancia meccanica è una parabola fantasociologica di un mondo distopico in cui la violenza gratuita è il motore della società, un'arte popolare, di dubbio gusto, invade la scena e deturpa quella classica e dove le inibizioni sessuali vengono superate con naturalezza.
Questo immaginario futuro è un mezzo criticare le tendenze della società del suo tempo e le deviazioni a cui porteranno.
I giovani parlano un linguaggio che è una combinazione di parole inglesi e pseudo russe, il nadsat, che rende ancora più crude le descrizioni dell'ultra-violenza fatte dal protagonista-narratore.
La colonna sonora è usata in modo dissacrante, Kubrick usa soprattutto la musica classica per sottolineare le scene di violenza più pura, creando un mix distonico in cui si scontrano raffinatezza e volgarità.
Allo stesso modo fa con l'arte: emblematica la scena in cui una statua greca viene deturpata da immagini falliche, simbolo della predominanza dell'arte popolare su quella classica, a cui assisteva negli anni 60-70.
L'arredamento del Korova Milk Bar,  fatto di statue di donne nude che fanno da tavolo ai clienti e servono il latte dai seni, è la proiezione di quello che Kubrick immaginava sarebbe stato il futuro dell'arte: pura ostentazione dell'erotismo più crudo.
Le riprese e il montaggio fanno entrare lo spettatore in questa realtà assordante e sgradevole, esteticamente ed eticamente.

Il film, alla sua uscita, fu censurato in diversi Paesi, tra i quali l'Italia, per la crudezza delle scene di violenza, delle quali non venne recepito il simbolismo, ma additate come eccessi gratuiti.
Successivamente, fu invece acclamato come capolavoro visionario e si guadagnò quattro nomination agli Oscar: miglior film; miglior regia; miglior sceneggiatura non originale; miglior montaggio.
Allo stesso modo aveva fatto scalpore il libro di Anthony Burgess a cui Kubrick si è ispirato.
Il film è molto fedele al libro seppur con alcune differenze: ad esempio, nel libro Burgess spiega il significato di Arancia meccanica, mentre nel film A Clockwork Orange è menzionato solo nel titolo del libro di Frank Alexander; Alex nel libro ha 15 anni, mentre nel film 18 (anche a causa dell'età di Malcom McDowell); le ragazze che Alex si porta a casa nel libro hanno 11 anni, mentre nel film sembrano molto più grandi.
Arancia Meccanica è uno dei pochi film che può tener testa al libro che lo ha ispirato: leggendo l'opera di Burgess, si entra del tutto nel mondo dei Drughi e se ne esce frastornati e Kubrick riesce a rendere, con le sue immagini, la stessa potenza del libro.

Trailer:


martedì 17 dicembre 2013

Natale in Casa Cupiello

A Napoli, sotto le feste, è tradizione rivedere uno dei capolavori di Eduardo De Filippo
  Natale in Casa Cupiello
Ed io non posso che onorare la tradizione della mia città natale.


Eduardo è Luca Cupiello, anziano pater familas, senza autorità, tollerato dalla moglie Concetta (Pupella Maggio) con cui vive in una modesta e fredda casetta.
Con loro abitano il figlio Tommasino (Luca De Filippo), detto Nennillo, nullafacente, dagli atteggiamenti  infantili - tant'è che la madre, ogni mattina, deve portargli  'a zuppa 'e latte per farlo alzare dal letto - e il burbero zio di questi, Pasquale (Gino Maringola), fratello di Luca, anch'egli scansafatiche che solo occasionalmente aiuta l'economia familiare. 
All'insaputa di tutti, i due hanno, però, messo su una sgangherata attività illecita: per procurarsi qualche soldo vanno rubacchiando dove capita.
Siamo nel periodo pre natalizio e Luca, come ogni anno, si dedica maniacalmente alla costruzione del Presepe, preso in giro dalla moglie e dal figlio che alla domanda paterna, costantemente ripetuta, Te piace 'o presebbio? risponde con un secco e svogliato no.


Luca viene completamente assorbito dal suo amato Presepe, vi si rifugia e isola, restando, così, ignaro dei problemi della famiglia: la figlia Ninuccia (Lina Sastri), sposata senza amore con Nicolino (Luigi Uzzo), piomba in casa e, esasperata dall'ennesima lite con il marito, dichiara alla madre la sua intenzione di lasciarlo con una lettera, per fuggire con il suo primo amore Vittorio (Marzio Honorato). Tuttavia, Concetta con molti sforzi, riesce a sottrarre la lettera alla figlia e a far riappacificare i coniugi. 

Lucariello non capisce nulla, anzi è proprio lui che per una serie di coincidenze crea scompiglio: infatti, prima mette in mano a Nicolino la lettera scritta da Ninuccia per lasciarlo, nella quale ella confessa di averlo sempre tradito con Vittorio, poi invita quest'ultimo al cenone della Vigilia.
Solo nel tumulto generale che si crea con l'incontro tra il marito tradito e l'amante della figlia, si rende conto della situazione e, sconvolto, crolla e viene colto da gravi difficoltà motorie e verbali.
Infine, quando Vittorio, sentendosi responsabile, va a fare visita a Luca, questi, nel delirio della malattia, lo scambia per Nicolino e, congiungendo le sue mani con quelle di Ninuccia, benedice la loro unione, proprio nell'attimo in cui sopraggiunge il marito della figlia.
Mentre fuori si sparano i fuochi per Capodanno, Luca, che ora  ha negli occhi l'illusione di una ritrovata pace familiare, rivolge al figlio la consueta domanda  Te piace 'o presebbio? ed esala l'ultimo respiro, dopo avergli strappato finalmente un .


 Natale in Casa Cupiello sa far ridere di cuore e commuovere allo stesso tempo.
Fra le commedie di Eduardo, è quella che ha avuto la gestazione più lunga e singolare.
Eduardo stesso l'ha definita "un parto trigemino con una gravidanza di quattro anni".
Debuttò il 25 dicembre 1931 al cinema-teatro Kursaal di Napoli, inizialmente composto da un atto unico (l'attuale secondo atto).
Il secondo atto, che poi diventò il primo, venne scritto un anno più tardi, quando la compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo", reduce dai successi conseguiti, si trasferì nell'elegante sala del Teatro Sannazaro e dovette dotarsi di un repertorio di maggiore ampiezza.
Il terzo atto fu aggiunto due anni più tardi.
Della messa in scena teatrale furono fatte due edizioni televisive: una nel 1962, l'altra, a cui faccio qui riferimento, nel 1977.
L'opera, solo apparentemente semplice, è una miscela ben bilanciata di humor e pathos, che non perde la natura comico-umoristica con la quale era stata concepita, nonostante i forti tratti drammatici.
Luca Cupiello è un tipico antieroe-bambino, si è costruito un mondo tutto suo avulso dalla realtà, in cui si rifugia con candore e ingenuità, rifiutando ciò che stona con il suo ideale.
Crede di aver costruito una famiglia felice, rappresentata nella sua illusione dalla Sacra Famiglia del suo amato Presepe. 
Resta ignaro di tutto e la freddezza con cui lo trattano i familiari lo allontana ancora di più dal mondo, ma allo stesso tempo lo spinge, con forza, a cercare di riguadagnare un suo spazio nelle dinamiche della famiglia, ma invano.
La visione lucida della situazione familiare dura solo un momento, poi cade nuovamente in uno stato di alienazione allucinata. 
Infatti, il prendere coscienza dei fatti che lo circondano, invece di "svegliarlo", lo portano ad un'estraniazione ancora maggiore, data dall'ostinato rifiuto irrazionale di affrontare la realtà.
L'interpretazione di Eduardo è magistrale, il suo personaggio provoca un riso che nasconde cupe note in sottofondo, indici del dramma del pater familias.
Egregi anche gli altri attori della compagnia. 

Alcuni spezzoni:





Frasi della commedia:



Luca Eh ….. Questo Natale si è presentato come comanda Iddio. Co’ tutti i sentimenti si è presentato, d’altrone lo deve fare è il mese suo. (beve un sorso di caffè e subito lo sputa) Mamma do carmine, Concè ti sei immortalata, che bella schifezza che hai fatto, Conce’!

Luca Ma perché vuoi dare la colpa al caffè, che in questa tazza non c’è mai stato?
Concetta Ah! Lucarie, ti sei svegliato spiritoso? Beato te.
Luca Tu sei permalosa, sei diventata permalosa, Non ti piglià collera, Conce’. Tu sei una donna di casa e sai fare tante cose, come si deve. Pasta e faggioli, ‘a frittata c’ ’a cipolla, sei maestra, sei la reginetta della frittata c’a’ cipolla, come la fai tu non la sa fare nessuno. Ma ‘o ccafè non è cosa per te.


Tommasino (raggomitolato e sprofondato sotto le coperte reclama) ‘A zuppa ‘e latte!

Luca E’ questa la sola cosa che pensi: “ ‘a zuppa ‘e latte, ‘a cena, ‘a culazione, ‘o pranzo” …. Alzati, ‘a zuppa e latte te la vai a prendere in cucina perché non tieni i servitori.
Tommasino Se non me la portate dentro al letto non mi sòso.



Concetta Io nun capisco che ‘o faie a ffa, stu Presebbio. Na casa con nguaiata, denare ca se ne vanno… E almeno venesse bbuono!
Tommasino (con aria volutamente distratta) Non viene neanche bene.
Luca E già, come se fosse la prima volta che lo faccio! Io sono stato il padre dei Presepi ….. venivano da me a chiedere consigli ….. mo viene lui e dice che non viene bene.
Tommasino (testardo) A me non mi piace
Luca Questo lo dici perché vuoi fare il giovane moderno che non ci piace il Presepio…. Il superuomo. Il presepio che è una cosa commovente, che piace a tutti quanti…..
Tommasino (testardo) A me non mi piace. Ma guardate un poco, mi deve piacere per forza?

Luca ‘O zuppone s’ ‘o va a piglia in cucina. (a Tommasino) che l’hai presa per una serva, a tua madre? Eh? Tua madre non serve!

Luca Chi è stato che ha scassato ‘o Presebbio?Concetta E’ stata figliata, ‘a vi? Pigliatela cu essa.
Luca Cu essa? Ma l’aggia piglià cu donna Cuncetta! Cunce’, te l’ho detto sempre: tu sei la mia nemica! Ecco l’educazione che hai dato ai tuoi figli, e questi sono i frutti che raccogli! Ma io me ne vado! Vi lascio a tutti quanti, vi saluto! Vado sopra una montagna a fare il romito!

Luca Te piace o' presebbio?
Tommasino No nun mi piace o' presebbio!