mercoledì 26 novembre 2014

The Lady: quando il trash diventa cult


Forse non avete ancora percepito la rivoluzione nel mondo delle web series che sta avvenendo proprio in Italia.
Se pensavate che il fondo dell'italiana dignità l'avessero raschiato via i fratelli Vanzina, sbagliavate.
E di grosso.
Vuol dire che vi siete persi quell'incredibile perla trash che è The Lady.
Scritto, diretto, girato e montato da Lory del Santo.
Lei che come poche sa cogliere la fuggevolezza dell'attimo che separa il tamarro dal suo prossimo selfie in palestra.

Diciamocelo, il vero punto di forza è la sceneggiatura: di fatto, tra un dialogo in stile "Ammazza, ma chi è quella bonazza?" e " ammazza quanto sei alta, ma che sei 'na giraffa!", vengono inseriti ambigui, quanto fuori luogo, aforismi in genere pensati dalla protagonista del tipo: "Ma perché l’amore non è vero, sincero, semplice, perché sono infelice? Io odio la violenza”.
Per farla breve, la serie (10 episodi di ben 10 minuti ciascuno!) ruota intorno alla misteriosa vita di The Lady, una seducente quanto "profonda" ragazza che dopo la scomparsa del suo ricchissimo marito si trova a gestire un immenso capitale.
Attorniata da ipertrofici bellimbusti che ambiscono solo al suo impero, la povera Lady, tra un flirt e l'altro, si ritrova nelle più svariate capitali europee a partorire, tra sé e sé, pensieri profondi più del mare.

Parte del successo della serie è dovuto a Costantino Vitigliano che dopo la  dura gavetta a "Uomini e Donne" e la magistrale interpretazione nel capolavoro "Troppo Belli", da conferma della sua maturazione artistica.
Costa, avevamo sempre fatto il tifo per la tua definitiva consacrazione!

Ma quella che sembra una semplice e lineare storia d'amore si intreccia in groviglio di trame di così alta complessità da non riuscire a seguirle.
Interpretazioni da premio Omar come non si sono mai viste, una Natalia Bush in stato di grazia, un Samir discriminato come neanche la Lega sarebbe in grado di fare, una precisione documentaristica alla Micheal Moore.
La cura del dettaglio della Signora Del Santo è palpabile nella scelta delle eleganti comparse, mai casuali, mai vestite, mai prive di una massa muscolare superiore al 95% inversamente proporzionale alla loro massa celebrale e pilifera.
Cammeo d'autore: Guendalina Canessa, astro discendente del panorama internazionale.
Forse, Lory si fa prendere la mano e pigia con troppa veemenza il tasto dello zoom, creando un effetto sbarazzino e coinvolgente.
Se in Utopia il colore ricorrente è il giallo, in The lady sicuramente il blu regna sovrano: allucinati filtri azzurrini ci accompagnano nel visionario mondo di Lory.
Che ci sia un interessamento della HBO?
Non mi sorprenderei se ne comprasse i diritti di qui a breve.
Da segnalare l'umiltà della regista che, per evitare i troppi complimenti, ha bloccato i commenti su youtube.

Ecco un condensato di perle di saggezza tratte direttamente dalla serie:

- "Lo sai sono fatta così, mi piace flirtare con gli uomini, ma non ti tradirei mai."
- "Lona ma cos'è per te l'amore?" "...Frammenti di tante emozioni..." “Ho sempre avuto paura di vivere, ho toccato il confine del dolore, ma ho anche avuto il coraggio di combattere”

- “Il profumo è l’essenza del desiderio, per un attimo mi fa dimenticare il mondo”
- “Ti sei fatto una bonazza?”-”Sì, compiace i miei istinti animaleschi, ma ti faccio una confidenza: lei per me è solo un gioco”
- “Ma perchè l’amore non è vero, sincero, semplice, perchè sono infelice? Io odio la violenza”
- “Esagerare è una delle mie più grandi qualità”
- “Vago, vago e ti penso, sono persa in questa città, in ogni città. Sono sola con la mia ombra, mi tormento e ti penso, ti vedo ovunque guardo, sei un’ossessione! Ma perché amiamo chi ci fa del male? Ma perché non è facile dimenticarti, Perché? Perché?”

- “Che galline che siete. Invece di guardare un uomo virtuale, guardate un uomo vero”.

Ma lasciamo che sia The Lady a parlare, ecco a voi il primo episodio:





sabato 15 novembre 2014

Under the Skin - Sotto la pelle



Un'aliena giunta sulla Terra, prende le fattezze di una bella quanto misteriosa ragazza (Scarlett Johansson), ed inizia a girovagare per la Scozia a bordo del suo furgoncino, alla ricerca di ignari esseri umani di razza maschile. 
Una volta abbordati, i vari ragazzi vengono condotti in una strano canale, immersi in un liquido scuro e condotti a morte certa.
Ad aiutare la ragazza, un altro alieno dalle fattezze maschili che, per quasi tutta la durata del film, si limita a girare in moto (non chiedetemi il motivo).
La giovane aliena sembra non nutrire alcuno dei più comuni sentimenti umani, il suo volto sembra sterile a qualsiasi tipo di emozione. 
Questa snervante routine, fatta di abbordaggi a sangue freddo, sembra mutare quando incontra un giovane uomo, affetto da neurofibromatosi . 
Di fatto, lo porta nel solito posto ma poi, probabilmente colta da pietà o perché non idoneo (a causa della sua terribile deformazione), viene aiutato a fuggire. 
Questa esperienza, porta l'aliena a cercare di sperimentare alcune delle tipiche azioni umane (come mangiare del cibo, contemplarsi nuda davanti ad uno specchio o fare l'amore). 
Sempre più confusa dalla favolosa debolezza della natura umana, cercherà rifugio tra i boschi; le conseguenze saranno nefaste.

Under the Skin è un film del  diretto da Jonathan Glazer. È basato sul romanzo Sotto la pelle di Michel Faber.
Sicuramente è un film difficile, quasi impossibile da giudicare: di fatto, anche le sue pecche possono essere allo stesso tempo dei punti forti.
Sarei restio anche dal definirlo un film di fantascienza, rientra senza dubbio in qualcosa di più elevato.
Under the Skin è quel genere di film che divide: ci sarà chi griderà  al capolavoro e chi resterà immensamente deluso; se dovessi scegliere tra chi schierarmi, probabilmente, mi schiererei tra i primi, seppur nutrendo qualche (e non poche) riserve.
Azzardo anche una coraggiosa comparazione tra Kubrick ed alcune delle oniriche sequenze filmate da Glazer: le musiche e gli sfondi "asettici ma marcati" (bianchi o neri), mi hanno effettivamente ricordato l'indimenticabile regista.
Il film tende inesorabilmente all'astrattismo, non si preoccupa infatti di concedere al povero spettatore una spiegazione sullo scopo ultimo dell'aliena, ma preferisce ammaliarci con le gelide e magnetiche sequenze che difficilmente si scordano (il pianto continuo e struggente del neonato abbandonato al suo destino ne è un esempio).

Veniamo ora a ciò che mi ha convinto di meno: se dovessi, per un attimo, dimenticare le subimi immagini, suoni ed atmosfere e concentrarmi effettivamente sulla trama, nutrirei molti dubbi sulla qualità del film.
Detta brutalmente, in effetti, si parla di un'aliena priva di emozioni che grazie al suo fascino uccide ragazzi arrapati ma poi, come è prevedibile, inizia a prendere familiarità con il nostro mondo e a provare umani vizi e virtù.
Tirando le somme, sono giunto alla conclusione che è un film a forte, fortissimo impatto visivo, ma che non ha la pretesa (almeno spero) di essere un elaborato film di fantascienza.

Trailer:







venerdì 7 novembre 2014

3001: Odissea finale, la miniserie targata Ridley Scott.


Non c'è più fine alle serie tv e, considerando l'elevato livello qualitativo raggiunto negli ultimi anni, ben venga.
Pare infatti che anche l'ultimo capitolo della quadrilogia dei romanzi di Arthur C. Clarke targato 1997, (di cui ne è il capostipite il romanzo del '68 "2001: Odissea nello spazio", reso immortale dalla sua trasposizione cinematografica), vedrà la luce sul piccolo schermo.


Ridley Scott (uno che sa il fatto su questo genere di film) è chiamato a dirigere questa ambiziosa opera,  e si è detto entusiasta di affrontare questa nuova sfida: "Sono sempre stato un fan della straordinaria serie Odissea di Clarke e sono elettrizzato all'idea di essere parte del piano di portare questa eredità agli spettatori e proseguire la grande tradizione cinetelevisiva che questa storia e i suoi creatori meritano."
Verosimilmente, 3001: Odissea finale vedrà la luce verso l'ultimo trimestre del 2015, e cercherà di trovare una risposta al grande mistero iniziato dai tempi di 2001 (e proseguito con i successivi 2010: Odissea due (1982) e 2061: Odissea tre (1987)).