sabato 15 novembre 2014

Under the Skin - Sotto la pelle



Un'aliena giunta sulla Terra, prende le fattezze di una bella quanto misteriosa ragazza (Scarlett Johansson), ed inizia a girovagare per la Scozia a bordo del suo furgoncino, alla ricerca di ignari esseri umani di razza maschile. 
Una volta abbordati, i vari ragazzi vengono condotti in una strano canale, immersi in un liquido scuro e condotti a morte certa.
Ad aiutare la ragazza, un altro alieno dalle fattezze maschili che, per quasi tutta la durata del film, si limita a girare in moto (non chiedetemi il motivo).
La giovane aliena sembra non nutrire alcuno dei più comuni sentimenti umani, il suo volto sembra sterile a qualsiasi tipo di emozione. 
Questa snervante routine, fatta di abbordaggi a sangue freddo, sembra mutare quando incontra un giovane uomo, affetto da neurofibromatosi . 
Di fatto, lo porta nel solito posto ma poi, probabilmente colta da pietà o perché non idoneo (a causa della sua terribile deformazione), viene aiutato a fuggire. 
Questa esperienza, porta l'aliena a cercare di sperimentare alcune delle tipiche azioni umane (come mangiare del cibo, contemplarsi nuda davanti ad uno specchio o fare l'amore). 
Sempre più confusa dalla favolosa debolezza della natura umana, cercherà rifugio tra i boschi; le conseguenze saranno nefaste.

Under the Skin è un film del  diretto da Jonathan Glazer. È basato sul romanzo Sotto la pelle di Michel Faber.
Sicuramente è un film difficile, quasi impossibile da giudicare: di fatto, anche le sue pecche possono essere allo stesso tempo dei punti forti.
Sarei restio anche dal definirlo un film di fantascienza, rientra senza dubbio in qualcosa di più elevato.
Under the Skin è quel genere di film che divide: ci sarà chi griderà  al capolavoro e chi resterà immensamente deluso; se dovessi scegliere tra chi schierarmi, probabilmente, mi schiererei tra i primi, seppur nutrendo qualche (e non poche) riserve.
Azzardo anche una coraggiosa comparazione tra Kubrick ed alcune delle oniriche sequenze filmate da Glazer: le musiche e gli sfondi "asettici ma marcati" (bianchi o neri), mi hanno effettivamente ricordato l'indimenticabile regista.
Il film tende inesorabilmente all'astrattismo, non si preoccupa infatti di concedere al povero spettatore una spiegazione sullo scopo ultimo dell'aliena, ma preferisce ammaliarci con le gelide e magnetiche sequenze che difficilmente si scordano (il pianto continuo e struggente del neonato abbandonato al suo destino ne è un esempio).

Veniamo ora a ciò che mi ha convinto di meno: se dovessi, per un attimo, dimenticare le subimi immagini, suoni ed atmosfere e concentrarmi effettivamente sulla trama, nutrirei molti dubbi sulla qualità del film.
Detta brutalmente, in effetti, si parla di un'aliena priva di emozioni che grazie al suo fascino uccide ragazzi arrapati ma poi, come è prevedibile, inizia a prendere familiarità con il nostro mondo e a provare umani vizi e virtù.
Tirando le somme, sono giunto alla conclusione che è un film a forte, fortissimo impatto visivo, ma che non ha la pretesa (almeno spero) di essere un elaborato film di fantascienza.

Trailer: