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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Arca russa (Aleksandr Sokurov)

"Apro gli occhi e non vedo niente: niente finestre, niente porte. Ricordo che è accaduta una disgrazia e che tutti fuggivano per mettersi in salvo, ognuno come poteva.  Quanto a me, non ricordo."

Il museo dell'Hermitage di San Pietroburgo diventa il grande palcoscenico di trecento anni Storia Russa.  Non c'è soluzione di continuità tra un'epoca e l'altra, tra un'immagine e l'altra, tutto segue il percorso lineare della storia, come se potessimo attraversare le epoche camminando su quella "linea temporale" che ci facevano disegnare a scuola. 
La soggettiva proietta lo spettatore nella voce narrante, confusa, catapultata chissà perché al cospetto della Grande e stanca Caterina, in un ballo di inizio ottocento, al tempo della guerra napoleonica, ai giorni nostri, accompagnata da un'eccentrica figura (il marchese De Cutin) che è allo stesso tempo interno ed esterno al passato, dapprima restio ad apprezzare l'arte russa, giudicata come nie…

The bling ring

La trama, tratta da vicende realmente accadute nel 2009, è nota ai più: liceali straricchi che da piccoli furti passano a svaligiare le case dei vip, per poi venire beccati dalle telecamere e dai loro post su facebook. Un film decisamente brutto, mal recitato, mal sceneggiato e mal diretto. Se voleva evidenziare il vuoto esistenziale degli adolescenti di Los Angeles che rubano nelle case dei Vip per colmare l'initulità della loro misera vita fatta di sesso, droga e discutibile musica, è riuscita solo ad evidenziare vuoti di sceneggiatura. Quello che doveva essere un intrattenimento leggero durante la cena è diventato una lenta agonia. La scene scorrono come tre ore di lezione il venerdì all'ora di pranzo, mentre pensi al cazzeggio finesettimanale.
I dialoghi sono ripetitivi, poveri, le azioni sempre uguali a loro stesse, i protagonisti insicuri, bisognosi di attenzione, con il disturbo compulsivo di postare qualsiasi cosa su facebook, compresi i furti, superficiali e noiosi co…

8 1/2 (Federico Fellini)

"Una crisi di ispiration? E se non fosse per niente passeggera signorino bello? Se fosse il crollo finale di un bugiardaccio senza più estro né talento?"

Guido (Marcello Mastroianni) è un regista in crisi creativa e di identità. Nella stazione termale in cui cerca tranquillità viene raggiunto dalla troupe del film che dovrebbe iniziare a girare, dall'amante (Sandra Milo) e infine dalla moglie(Anouk Aimee).
Realtà, sogno e ricordo si fondono in un turbinio di immagini, sensazioni, silenzi. Il regista è tutto chiuso nei ricordi d'infanzia e nelle sue fantasie, alla ricerca della purezza, personificata da una musa che volteggia in punta di piedi, Claudia Cardinale. 
 Quel film che teme di iniziare è tutta la sua vita di cui non riesce a reggere il peso. 
Il rapporto spezzato con i genitori, il senso di colpa pressante generato dalla forte educazione cattolica, la tenerezza e il distacco che prova nei confronti della moglie, di tutte le donne che circondano la sua esiste…

I dieci film italiani più trash di sempre (non sono belli ma piacciono)

Cosa vi viene in mente quando dico Neri Parenti, Vanzina, Jerry Calà, Umberto Smaila, De Sica (figlio) e compagnia "bella"?
La parola chiave è trash.
Quei film che hanno messo la lapide sul defunto cinema italiano.
Quelli che si beccano mezza stella quando va bene.
Quelli che hanno fatto nascere il qualunquismo all'italiana.
Quelli che quando si apre lo champagne o sciampagne, il tappo va rigorosamente in bocca.
Quelli in cui lo stacco alla Godard è scandito da emissioni gastroenteriche e da qualche tetta.

Attenzione: contenuti espliciti.
Quest'anno il Natale viene ad ottobre; MORTACCI SUA!

10 Yuppies (1986, Vanzina)

Per noi una parola senza significato, per i rampolli anni '80 l'apice del successo. Ecco il Wall Street all'italiana, dove tra un affare e l'altro i "giovani" (sì...giovani...) e "belli" (idem) seducono le tettute bellezze italiche. 
Non ancora ai livelli del Vanzina anni '90, però il regista lasciava intendere un …