domenica 8 marzo 2015

Birdman (o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza)- La lotta di una star decaduta con il suo super Io irrazionale.



Riggan Thompson è una star in declino.
Gli anni novanta e la trilogia del supereroe Birdman sono ormai lontani, dimenticati dai più, ma non da Riggan.
Cerca allora, ormai sessantenne, il grande rilancio, passando però dalla porta di servizio: vuole mettere in scena a Broadway uno spettacolo teatrale basato sul libro "What We Talk About When We Talk About Love" di Raymond Carver.

L'eterno scontro tra box office e film di qualità, cinema e teatro, fama e virtù si palesa nella sua quotidiana lotta con la sua metà e super Io irrazionale, rappresentata da Birdman stesso: "Come accidenti ci siamo finti qui? In questa fogna. Eri una star del cinema, ricordi?".
A collaborare con lui, in questa apparentemente folle impresa, c'è anche il talentuoso Mike Shiner (Edward Norton) che, al contrario di Riggan, è un attore ben più versatile ed esuberante, disinteressato nei confronti della celebrità esasperata ("La popolarità è la cuginetta zoccola del prestigio") e pronto a scoppiare in scatti d'ira fuori copione per dare il più esasperato se stesso sul palco.
Per Riggan è anche il momento di recuperare, seppur in maniera apatica, il rapporto con la figlia Sam (Emma Stone), ex tossicodipendente e ben poco fiduciosa delle virtù paterne.

A voler distruggere questo già fragile equilibrio c'è anche la critica del Time, Tabitha Dickinson, che sembra ben intenzionata a far fallire lo spettacolo di Riggan già alla prima teatrale, partendo dal pregiudizio che "Thompson è una celebrità, non un attore".
Tra prove teatrali e la prima imminente, l'alter ego Birdman si palesa sempre di più nella realtà di Riggan cercando di prendere il sopravvento.
Quella vocina nella testa gli sussurra di tornare ad essere quello che è sempre stato, Birdman, al suo vero e sincero io, quel prodotto mainstream senza nulla di artistico, ridare al suo pubblico la merda che vuole vedere: esplosioni, palazzi distrutti, uccelli meccanici, aerei che si schiantano al suolo tra fiamme e grida, insomma..Birdman 4!
La sua personalità si scompone sempre più con l'avvicinarsi della prima, il momento in cui dovrà confrontarsi con l'assillante dubbio di non aver mai avuto talento, di essere solo una ex macchina da soldi, sostituita dal nuovo supereroe di turno ("quell'eroe di latta di Ironman!").
Le allucinazioni lo accompagnano per i cunicoli del teatro (o in volo su New York), i suoi passi scanditi dal rullo incessante di una batteria, per esplodere nel delirio finale.
La camera non esce quasi mai dal Saint James Theatre, si muove tra soggettive illuminate da una luce soffusa e sconnessa come la psiche del protagonista.



Birdman è una delle pellicole migliori dell'anno: in bilico tra farsesco e sorprendente, ironico nella sua drammaticità, divertente e soprattutto diverso. 
Michael Keaton è il protagonista perfetto, probabilmente non è un caso che sia stato scelto da Inarritu, considerando che lui stesso negli anni '90 ha interpretato il ruolo di Batman, per poi finire in ruoli e film ben più marginali.
Questo ruolo cucito sui suoi ex panni da supereroe gli ha strappato la sua migliore interpretazione e una candidatura agli Oscars. 
Impagabile Edward Norton, in uno dei suoi ruoli più accattivanti.

Film protagonista degli Oscar 2015, capace di aggiudicarsi ben 4 Oscar: Miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale e fotografia.


TRAILER: