domenica 21 dicembre 2008

2001: Odissea nello spazio - 2001: A Space Odyssey



L'odissea temporale sul grande mistero della vita

L’approccio con questo film non deve essere come quello con un qualsiasi altro film. 
Per questo motivo, chi lo vede se pensa ad una struttura narrativa e un racconto lineare e chiaro, lo trova terribilmente noioso. “2001” è da guardare non come una storia raccontata, ma come una parabola che occupa millenni interrogandosi sulle ragioni dell’esistenza. 
Questo film rivoluziona l'utilizzo dell'inquadratura, che qui non è più un semplice strumento per narrare, ma assume un significato a sé stante, riuscendo ad esprimere senso da sé.

 Le immagini devono “parlare”: è per questo motivo che i tempi di questo film sono dilatati, e le inquadrature durano più del previsto. In quest’opera, infatti, Kubrick crea con lo spettatore una comunicazione che supera il piano verbale, riducendo i dialoghi al minimo. 

Musica e immagini vincono la parola, e questa è proprio una capacità che il cinema ha, cioè quella di colpire l’inconscio senza bisogno di parole. 



Passiamo al significato. 

Il monolite a forma di parallelepipedo è un’entità divina ed aliena, un modo per rappresentare in maniera “anonima” Dio, ovvero l’inconoscibile. Esso simboleggia anche la ragione e la coscienza, all'arrivo delle quali corrisponde la nascita della violenza. Nella preistoria, così come nel futuro: ogni volta che il monolite appare, sconvolge l’esistenza degli esseri viventi che, siano uomini o primati, si battono violentemente per raggiungere il sapere, appunto, rappresentato dal monolito. 
Appena la scimmia diventa uomo, soggetto pensante e cosciente, diventa violenta.



E’ presente, inoltre, il concetto dell’eterno ritorno : la scena finale ritrae il protagonista prima giovane, poi vecchio, poi moribondo, e poi sotto forma di feto, per rinascere, in una circolarità eterna. C’è, quindi, un ritorno continuo al punto di partenza, al bambino, che conosce il male diventando uomo, e che rinasce dopo essere diventato vecchio.

Questa continuità vitale è metafora dell’esistenza, che ruota sempre intorno alla figura del monolito, centro di tutte le nostre domande senza risposta. Nella vita non ci imbattiamo forse in “monoliti”,
domande scure, la cui risposta, sulla motivazione della nostra esistenza, vorremmo toccare con mano, come cercano di fare i personaggi di questo film? Un senso all’esistenza della vita non si può dare, perciò il finale è aperto a qualsiasi interpretazione.

Guardando “2001” dovremmo capire che quello che non conosciamo è qualcosa di gigantesco, come l’universo, e che il mistero del cosmo non è separabile da quello della vita terrena. Sono un unico grande mistero. E’ questa l’importante riflessione che Kubrick ci spinge a fare, in un capolavoro inarrivabile, sia dal punto di vista registico, che da quello contenutistico.


Titolo originale: 2001: A Space Odyssey.
Durata144 min.
Genere: fantascienza.
Regia: Stanley Kubrick.


Trailer :





Scena di apertura:








venerdì 19 dicembre 2008

Donnie Darko



Esistono film capaci di ridimensionare – cinematograficamente parlando - tutto quello che fino al momento dell’illuminazione si credeva fosse “bello”.
Donnie Darko è uno di questi titoli spartiacque, uno strano oggetto da avvicinare con cautela che potrebbe lasciarvi stregati come del tutto indifferenti e che ha atteso ben tre anni dalla sua produzione per avere una distribuzione italiana. Il film di Richard Kelly è un gioiello multiforme colmo di sfaccettature ed interpretabile su innumerevoli piani di lettura, una di quelle rare perle capaci di coinvolgere l’animo, l’intelletto e la curiosità dello spettatore creando un mix che annulla qualsiasi difesa ed è in grado – nella sua originalità – di coglierti alla sprovvista fino a toccarti nel profondo, per mezzo – soprattutto - di una storia ricchissima di spunti per interminabili discussioni.

Donnie Darko è  “cosa sarebbe stato ‘American Pie’ se David Lynch avesse preso in ostaggio il cast e la troupe”.
La sceneggiatura è – in una parola – perfetta. Tutto combacia, nulla è superfluo. Non una parola di troppo né una di meno. Il film è costantemente immerso in un’atmosfera surreale e in una squisita ambiguità, ma la comprensibilità del tutto non viene mai compromessa ed è ottenuta in maniera intelligente e affatto didascalica. Se alla fine del film rimarrete ammutoliti non sarà certo per lo sbigottimento provocato dal solito finale volutamente e forzatamente criptico, che sembra andare tanto di moda tra le nuove leve: l’assenza di parole sarà dovuta alla complessità del commento che sarete chiamati a fare in caso vogliate discutere su quanto avete appena visto.

Con Donnie Darko è impossibile cavarsela con un semplice “fico eh?”; chi decidesse di aprire bocca lo farebbe a suo rischio e pericolo, e in tal caso dovrebbe assicurarsi di essere disposto a
mettere in piazza i propri sentimenti e ad avere a disposizione ancora un paio d’ore libere. Il film solleva dubbi, affronta tematiche importanti e tocca numerose corde dell’animo umano. L’opera di Richard Kelly fa sorridere, inquieta, commuove, avvince e spaventa. Impossibile relegarlo all’interno di una comoda etichetta.

(Titolo originale:Donnie Darko,anno:2001,genere:fantascienza)

Frasi da incornicare prese dal film:

Donnie a Frank e Frank a Donnie:
"Perchè indossi quello stupido vestito da coniglio? Perchè indossi quello stupido vestito da uomo?"

Nonna Morte :"Ogni creatura della Terra quando muore è sola!"
Donnie :"Ogni essere vivente segue un percorso prestabilito, ma ci sono confini che a volte la vita ti chiede di varcare… io l'ho fatto."


Trailer del film:


La storia del trofeo cinematografico per eccellenza


La storia del premio oscar ha inizio il 16 maggio del 1929.
La statunitense Academy of Motion Picture Arts and Sciences premia i migliori professionisti del cinema americano della precedente annata 1927-1928: al Roosvelt Hotel di Hoolywood affluiscono duecentocinquanta ospiti che hanno pagato 10 dollari a testa (cifra assolutamente ragguardevole nell'anno, tra l'altro, dello storico crollo della borsa di NewYork). 
Il mattatore della serata è William C.De Mille, sceneggiatore e regista dell'epoca d'oro del film muto.
La statuetta vera e propria, nota universalmente come Oscar - la paternità del nome è controversa: Bette Davis, tra gli altri, sostenne di averlo coniato in onore del suo primo marito, Harman Oscar Nelson jr. - è stata creata nel 1928, da Cedric Gibbon, art director della Metro Goldwyn Mayer.
Inizialmente il numero delle nomination (le candidature per ogni categoria) non aveva un tetto limite. Solo dagli anni '50 il numero tende a stabilizzarsi a 5, soluzione affermatasi definitivamente nell'edizione del 1967. 
Ugualmente agli anni '50 risale la scomparsa della distinzione tra premi riservati a film in bianco e nero e film a colori. 
Tra le categorie più importanti, alla migliore sceneggiatura originale, già nell'annata '30-'31, si affianca l'Oscar per la miglior sceneggiatura non originale; a partire dal '36, oltre che gli attori protagonisti, vengono premiati anche i migliori interpreti non protagonisti.

Nel campo tecnico si assiste a una diversificazione dei premi a seguito dell'avvento del sonoro (tutte le pellicole della prima edizione, ad eccezione de Il cantante di jazz della Warner Bros, erano mute) e del colore. Infatti, nell'edizione '28-'29 compaiono i primi due quadri musicali a colori You were meant for me e Give my regards to Broadway contenute ne The Broadway Melody, primo musical in technicolor a vincere la statuetta come miglior film. 


Nel corso di alcune edizioni si verifica anche un processo inverso, di eliminazione o unificazione di categorie: il premio per "le migliori costruzioni meccaniche", ad esempio, già dalla seconda edizione non e più assegnato, così come nel 1938 viene cancellato quello per la migliore "coreografia"; nel 1957, invece, i singoli premi per la scenografia, i costumi e l'arredamento vengono accorpati in uno.

Altri due importanti riconoscimenti si affermano negli anni (oltre all'Oscar alla carriera): l' "Irving Thalberg Memorial Award", riservato ai produttori cinematografici, e il "Jean Hersholt Award", tributo concesso per particolari meriti umanitari. 
Il "miglior film" della prima edizione è Wings, diretto da William A. Wellman e prodotto dalla Paramount. 
Il record di 11 statuette vinte da un film spetta, fino ad oggi, a Ben Hur e Titanic.
Tra le attrici, Katharine Hepburn è in vetta alla classifica, con 12 nomination e 4 vittorie. 
Mentre, William Wyler detiene il record delle nomination, 12, nella categoria registi (con 3 vittorie). Tra coloro che non hanno mai conquistato l'Oscar figurano invece nomi come Charles Chaplin, Greta Garbo, Stanley Kubrick (2001 Odissea nello spazio vinse solo per gli effetti speciali), Marlene Dietrich e Alfred Hitchcock.


Ecco a voi un video riguardante la storia del premio oscar:



domenica 14 dicembre 2008

NASCITA DEL CINEMA



Tutto inizia nel 1898, nello studio parigino del prestigiatore Georges Meliés, un suo amico di Lione, August Lumière, invita il mago a una rappresentazione insolita, la fotografia in movimento. È la prima volta che Meliés assiste ad uno spettacolo cinematografico e ne rimane entusiasta. È nato il cinema, un’invenzione destinata a rivoluzionare la cultura, l’industria dello spettacolo ed i sogni dell’intera società del XX secolo e di quelle future.
August Lumière, che lavora con il fratello Louis, sa bene che la sua prodigiosa invenzione non è un fatto puramente scientifico, ma può diventare uno spettacolo popolare per un vasto pubblico. Sempre a Parigi i fratelli affittano un locale, in Boulevard des Capucines, e sulla strada pone una specie di manifesto su cui è scritto Cinématographe Lumière - Ingresso un franco.
In breve tempo un pubblico curioso si accalca davanti all’ingresso del Salon. Le immagini in movimento sono una straordinaria sorpresa per tutti. Tramite il cinema si crea il mito perché l’attore una volta morto vivrà comunque di eterna vita : una persona morta si può rivedere, viva, che si muove, che ride, che gioca. La gente si rende conto che l’invenzione del Cinématographe Lumière è una scoperta che avrà un’enorme eco. La scena del treno che entra nella stazione de La Ciotat, impressiona ormai gli spettatori di tutto il mondo: il pubblico si terrorizza vedendo una locomotiva che avanza in primo piano e sembra travolgerlo.
Si moltiplicano i brevetti che riguardano il cinema, ma i fratelli Lumière mantengono un primato che non viene ancora minacciato. E si inizia a pensare di andare oltre il documentario, raccontando in qualche minuto una breve storia o addirittura mostrando una donna che si sveste. I due fratelli Lumière Louis e August, progettano, in occasione dell’Esposizione universale

parigina del 1900, uno schermo gigante. Per August si tratta del definitivo riconoscimento ufficiale del cinema. Ma il fratello, Louis Lumière, continuerà la sua ricerca, lavorando sulle dimensioni, sul suono, sul colore, per perfezionare continuamente quel meraviglioso giocattolo che è il cinematografo.

Durante gli anni del cinema muto, la proiezione del film (quasi sempre drammatico) veniva integrata da un cortometraggio "da ridere" che tutti chiamavano la "comica finale" (slapstick). Le comiche nascono subito, con i fratelli Lumière: essi producono un breve film chiamato L’arroseur arrosé (L’innaffiatore annaffiato), avviando un genere mai tramontato della storia del cinema, sempre apprezzato dal grande pubblico. All’inizio del Novecento alcuni attori si dedicano esclusivamente al genere comico, tra questi Cretinetti che basa la sua comicità su continue fughe da poliziotti o da delinquenti. Il suo vero nome è André Deed e realizza alcune comiche con la Itala film di Torino.
Il comico più famoso dei primi anni è però il parigino Max Linder (1883-1925). Egli debutta con Gli esordi di un pattinatore, ed è subito successo. Spassoso, acrobatico, divertente, Linder diviene così celebre che anni dopo la stessa società di Chaplin, la Epernay, lo invita in America per girare otto film. Ne farà solo tre perché deve tornare precocemente a Parigi, a causa di una malattia. Max Linder è il primo attore comico conosciuto sia in Europa che in America come un divo, un richiamo sicuro nei manifesti pubblicitari delle pellicole.
Negli Stati Uniti il cinema comico crea uno stile diverso da quello europeo, un linguaggio più articolato. Max Sennet (1880-1970), cresciuto alla scuola di Griffith, primeggia fra i comici americani. Egli fonda le sue gags sul ritmo e sulla parodia. Sennet diviene anche produttore con una società, la Keystone, che avrà tra i suoi comici attori come Chaplin, Buster Keaton, Langdon. Con la Keystone nasce Charlot.
Chaplin gira tra il 1914 e il 1916, innumerevoli shorts che divengono popolari. Lascia la Keystone e passa alla Mutual, una nuova casa di produzione. Continua a girare brevi film, basati sul suo personaggio di vagabondo. Solo nel 1920 lavorerà al suo primo lungometraggio, il "Monello".
Il successo ottenuto dal film e gli incassi, spingono il regista americano David W. Griffith (1875-1948) a realizzare "in grande" The Birth of a Nation (1915) e l’anno dopo Intolerance. Il primo film è un affresco della guerra civile americana. Interessanti le novità tecniche introdotte dal regista come, ad esempio, il piano americano, il primo piano, il montaggio parallelo detto anche alla Griffith. Intolerance, del 1916, è l’altro colossal diretto da Griffith. Il film narra quattro storie sul tema della intolleranza, che però difficilmente riescono a integrarsi. Nonostante il dispiego di mezzi e la grande abilità tecnica di Griffith, l’opera non riesce a riscattarsi da uno schematismo troppo elementare. 
Queste opere cinematografiche non brillano certamente per spessore emotivo,concettuale ecc..però sono le fondamenta per le basi del cinema che raggiungerà nel tempo un livello tale da renderlo veramente “grande”ma questa è un'altra storia..

Tutto cinema


Un saluto a tutti,sono Stefano.

In questo blog parlerò e parlerete(spero)del cinema in tutte le sue sfaccettature dai vari generi(horror,commedia,dramm. ecc..)ai registi e gli attori che hanno contribuito a rendere grande la cosìdetta "settima arte".

Il blog è ancora in uno stato embrionale verrà però aggiornato frequentemente in modo da essere sempre più amplio e completo.



CIACK SI GIRA!