venerdì 11 luglio 2014

I dieci film più noiosi e soporiferi di sempre



Dopo la classifica dei film che tolgono il sonno, ecco quelli che te lo restituiranno con gli interessi!
Sì quei film che, ti giri e mezza sala è già andata, l'altra metà lotta senza speranza contro la palpebra calante...e tu che non vuoi fare la loro fine....e si accendono le luci!
Oppure quelli che, carico di aspettative, ti vedi a casa sul divano con l'uomo/donna della tua vita ma è un attimo e uno dei due crolla sulla spalla dell'altro.
Alcuni (e dico solo alcuni) sono davvero dei bei film, ma non c'è caffè che regga, sei destinato a non vedere la fine.

10. Paranormal Activity 1- Oren Peli (2007)

Una tizia si sveglia di notte e fissa il fidanzato. Tutta la notte. Ogni notte. Lui piazza una telecamera per riprenderla. Questo fa molto incazzare l'essere oscuro che infesta la casa e la ragazza. Questo fa molto dormire.



9. Avatar (alla seconda visione) - James Cameron (2009)

Forse la prima volta al cinema e con gli occhiali 3D e solo con queste due condizioni, vuoi vedere dove andrà a parare...a casa in 2D, ninna assicurata...




8. Australia - Baz Luhrman (2009)

Il cast non può nulla contro le grandi distanze dell'Australia. Contro il colore della terra brunastra che è l'ultima cosa che ricordi prima di appisolarti.




7.  L'uomo che sussurrava ai cavalli - Robert Redford (1998)

Quando si è alle elementari, non si ha molto potere sulla scelta del film...ora capisco perché mia madre volle vederlo, a parte per il sempre-biondo Robert Redford: farci addormentare subito, così sedando le proteste.


6. The Aviator -Martin Scorsese (2004)

Un Di Caprio spettacolare come sempre, una regia sublime eppure...se la fine fosse arrivata prima...i miei occhi non sarebbero stati rossi per i tre giorni seguenti.




5. Via col vento - Victor Fleming (1939)

C'è da aggiungere altro? L'avete visto (nella culla), rivisto (a cinque anni) e rivisto (a 20 anni)...dite la verità..conoscereste la fine se non fosse una delle scene più famose della storia??




4. Waterworld - Kevin Reynolds (1995)

In un mondo in cui le persone sono costrette a vivere sugli atolli, isolati da distese infinite d'acqua, Kevin Rio mare Kostner si improvvisa salvatore in versione tonno dalle pinne gialle.
Mi diedero anche il libro da leggere per le vacanze della quarta elementare.
Che flop!


3. Lincoln - Steven Spielberg (2012)

Oscar miglior attore, oscar di qua, sì il tema è banale, ma chissà potrebbe stupire...e invece no.
Non siamo nemmeno a metà film e si inizia a sentir russare da ogni dove, e tu sbuffi, li guardi in cagnesco e dopo poco ti ritrovi nel vortice: una lotta senza esclusione di colpi tra te e la pellicola infinita...non c'è scampo, quando anche il vicino si mette a dormire sulla tua spalla.

Devi solo sperare di non russare!



2. Stalker di Andrej Tarkovskij (1979)

Nel sinistro futuro di questa distopia non è rimasto niente in cui sperare e si inizia così un lungo lento cammino verso la Zona. Profondo, dostoevskiano...vedetelo di giorno...





1. Con più di 80 ore di stacco sugli altri: ecco i film più lunghi della storia del cinema:

The Cure for insomnia (1987) di John Henry Timmis, con 87 ore è la soluzione ai vostri problemi di insonnia: senza trama, solo la lunga lettura di un poema di 4.080 pagine di L. D. Groban(intitolato Cura per l'insonnia), inframezzato da scene a luci rosse. Hanno iniziato a proiettarlo alla School of Art Institute di Chicago il 31 gennaio 1987...fino al 3 febbraio 1987!!Si narra che qualcuno sia sopravvissuto per raccontarlo..
 Matrjoschka (2006) della regista tedesca Karin Hoerler, 95 ore, muto.
Cinèmaton (2009) del francese Gérard Courant, con le sue 161 ore è il film più lungo mai realizzato: 2500 sequenze che ritraggono celebrità e artisti che non dicono una parola...il progetto non si è ancora concluso.

giovedì 10 luglio 2014

Back to the future - Ritorno al futuro: la storia di una trilogia immortale


Marty: Un momento... un momento, Doc. Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo... con una DeLorean?
Doc: Dovendo trasformare un'automobile in una macchina del tempo perché non usare una bella automobile?


Oggi parleremo di “Ritorno al Futuro”.
Uno dei film più rappresentativi degli anni ’80. Un film che insieme ad altre pietre miliari come Ghostbusters, Top Gun, Rambo o Indiana Jones, rappresentano l’espressione di una decade cinematografica molto fortunata. Ad oggi infatti, a distanza di più di 30 anni, gli estimatori di questo filone sono più agguerriti che mai, e in vari cinema d’Italia si organizzano reunion per celebrare questi cult movie.

Questa trilogia, pur essendo composta da 3 film separati, è da intendersi come una storia unica, ogni titolo infatti, reca in basso la dicitura “parte I” “parte II” o “parte III”, proprio per rimarcare la compattezza nella storyline. Al termine di ogni episodio, infatti, c’è un diretto collegamento con l’inizio del film successivo.
Questa chicca, infatti, insieme a molti altre piccole ma importantissime accortezze hanno fatto la fortuna di questo franchise.
Rimandiamo lo spazio dedicato alle curiosità in fondo all’articolo e occupiamoci di accennare la trama, senza troppi spoiler e senza la presunzione di voler riassumere 6 ore di film.

La storia inizia nel 1985, e prevede diversi salti temporali, catapultando il protagonista, Marty McFly prima nel passato, dove, nel 1955, fa la conoscenza dei suoi genitori (non senza qualche piccolo problema) poi nel futuro, dove, nel 2015, si trova ad impedire al gradasso Biff di diventare ricchissimo, rovinando la famiglia McFly, e poi ancora nel passato, addirittura nel 1885.




I vari paradossi temporali, sono molto numerosi, e sempre ben giustificati, un’infinità di volte durante le pellicole si fanno riferimento a incongruenze che potrebbero derivare dai viaggi nel tempo, ma son sempre risolti con acume e fantasia. Si fa particolare attenzione a queste particolarità dal momento che secondo leggi fisiche, son proprio i paradossi che si verrebbero a creare che potrebbero teoricamente impedire di poter mai viaggiare nel tempo (cit. Stephen Hawking).

Grande protagonista dell’intera saga è senza ombra di dubbio lo scienziato Emmett “Doc” Brown. E’ stato lui infatti a creare il “flusso canalizzatore”, attraverso cui è possibile il viaggio nel tempo. Azzeccatissima la scelta della produzione di usare una DeLorean DMC-12 come veicolo per il salto nello spaziotempo, infatti, ad oggi, con solo 6.000 esemplari rimasti, questa macchina ha, nell’immaginario collettivo, un sapore specialissimo. Non è solamente un’auto da strada, ma nel
vederla, ci si aspetta sempre che, superate le 88 miglia, inizino una serie di lampi e luci, che la catapulteranno a ritroso nel tempo.


Inizialmente come “veicolo temporale” si pensò ad un frigorifero, che facesse uso dell’energia di un’esplosione atomica per permettere il salto. Il regista Zemeckis però si preoccupò del fatto che - per emulare Marty - molti ragazzini potessero chiudersi all’interno del frigorifero di casa.
Molte riprese vennero fatte in notturna perché il protagonista, Michael J. Fox aveva precedentemente preso un impegno per la sitcom “Casa Keaton”, di conseguenza, non potendo ritardare la produzione, le riprese erano possibili solo dalle 18:30 alle 02:00 di notte.
Nel film Donnie Darko, il protagonista, fa riferimento proprio al film “Ritorno al futuro”.
Citazioni al film sono presenti in tantissimi film e serie TV, dai Simpsons, ai Griffin, Chuck, Una notte da leoni 3 eccetera, segno che è stato uno dei film più influenti della sua generazione.


Scritto da Matteo "Maverick" Esposito

mercoledì 9 luglio 2014

Game of Thrones ovvero l'inizio di una dipendenza...senza fine (no spoiler)

“Non incominciarlo…”
“Ma sei sicuro..? Guarda che poi non esci di casa fino alla fine eh!”
“Okay, ma ricordati… Non ti affezionare ai personaggi!”



Spoilerone lo so, ma tanto è quello che TUTTI ti dicono quando inizi a vedere questa serie.

Di cosa stiamo parlando? Ma de “Il Trono di Spade” ovviamente!
La serie nasce come adattamento televisivo del ciclo di romanzi “Cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R.R. Martin.
Si racconta che quest’ultimo abbia rifiutato negli anni numerosi contratti cinematografici, dal momento che la durata di un film avrebbe richiesto troppi tagli alla storia, rendendo impossibile integrare la trama così come l’autore l’aveva intesa. Alla fine però si presentò l’HBO con un progetto per una serie TV, e ciò che è venuto dopo è sotto gli occhi di tutti.
Io personalmente ho resistito finché ho potuto, ma poi, cedendo all’insistenza di più di un amico, ho iniziato a vederlo, ed ora che è finita la quarta stagione, mi sento un vuoto dentro… Che solo la quinta stagione può colmare.
Fortunatamente il sottoscritto non è l’unico ad esser rimasto sotto a questa serie tv, stiamo infatti assistendo ad un vero e proprio fenomeno di massa, che - soprattutto in America - non risparmia nemmeno i neonati, che si ritrovano ad esser chiamati come i personaggi del “trono”.
Nel 2012, infatti, secondo dati ufficiali della Social Security USA, c’è stato un boom di bambine chiamate “Daenerys”, per non parlare del nome “Khaleesis”, e considerando il fatto che gli ascolti non accennano a diminuire, direi che fra 40/50 anni potremmo anche avere una Khaleesi come presidente degli Stati Uniti.
Fichissimo!

Non è possibile scrivere grandi cose sulla trama senza spoilerare qualcosa, quindi ci limiteremo a dare una rapida occhiata sull’universo del “trono”. 

La serie descrive le avventure dei personaggi che vivono fra da due continenti. Il centro più grande e civilizzato del continente occidentale che ha per capitale Approdo del Re, dove si trova il famoso Trono di Spade, e il continente più a est, Essos, composto da città-stato dominate da mercanti. La lotta per la conquista del trono porta le più grandi famiglie del continente occidentale a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere. Il titolo originale della serie infatti è “The Game of Thrones” - Il gioco dei troni, che descrive egregiamente le dinamiche che si propongono tra le varie casate.

Famosa la frase di Cersei Lannister:
“Al gioco del trono… o si vince, o si muore…”

Oltre agli intrighi creati dagli uomini però, emergono anche forze oscure e magiche, che rendono più entusiasmante la serie senza però esagerare; ogni componente, ogni storia che si intreccia, è sapientemente dosata, e il telespettatore si ritrova inevitabilmente catapultato all’interno di questo universo fantasy che colpisce non solo gli appassionati del genere, ma anche i profani. Io stesso ho atteso così tanto a vedere questa serie proprio perché il fantasy “non è il mio genere”, anche se sono rimasto chiaramente colpito da capolavori come “Il Signore degli Anelli”, “Ladyhawke”, “Tron” o “Oz”.

Mi sono spiegato questo arcano giustificandolo con l’ottima scelta del casting dei personaggi.
Non c’è niente da dire, funzionano.
L’odioso Joffrey, la guerrigliera Arya, il coraggioso Jon Snow, l’onorevole Ned Stark, l’astuto Tyrion, per poi arrivare ad uno dei veri protagonisti della serie, la cinica Cersei…
Proseguendo con le puntate, diverrà chiaro che in realtà non esistono davvero dei cattivi, e non esistono nemmeno dei buoni in senso generale.
Ogni soggetto si trova davanti a scelte difficili, e può capitare che anche un buono si comporti da cattivo, facendo una cosa moralmente sbagliata.

Questo spessore del personaggio, non si può trovare facilmente in un film, ma nelle serie TV ha più senso, ogni episodio dura la bellezza di 50 minuti, cosicché la storia di ognuno può trovare spazio nella sua interezza, viene espansa, messa sotto torchio, così da far capire a chi guarda la serie, quali sono le ultime motivazioni che quasi “giustificano” un’azione.
E’ così che anche il cattivo di turno, ci sembra quasi un buono… “Dai ma che ha fatto…? Però cioè, ci credo che ha fatto così, gli è successo questo, questo e quest’altro…”.



Inoltre, questa serie prevede che vi sia quello che in gergo viene definito “cast corale”, non vi è dunque un singolo protagonista, ma esistono diversi personaggi principali che interagiscono sì fra loro, ma allo stesso livello.
L’autore dei romanzi stesso, si è detto soddisfatto del risultato, affermando che la serie è molto fedele all'opera letteraria e che gli attori sono stati all'altezza delle aspettative.
Una piccola curiosità è che il network ha in programma l’adattamento di tutta la saga di George R.R. Martin, che però al momento risulta incompleta, questo vuol dire che in realtà nessuno alla HBO, e nemmeno lo scrittore stesso, sa come finirà il tutto, rendendo di fatto i fan ancora più curiosi circo l’esito della serie.  


Scritto da Matteo "Maverick" Esposito

Ridley Scott e la Bibbia: Il nuovo film del regista racconta Mosè. Ecco il trailer di Exodus: Gods and Kings.


No, non è il sequel di Prometheus. Sì è Ridley Scott e dopo gli alieni si interessa ora di religione.
Eh sì perché il nuovo film "Exodus: Gods and Kings" è la storia di Mosè che guida il popolo verso la Terra promessa. (Se non vi ricordate la storia, risfoderate la Bibbia della prima comunione)
Mosè ha il volto di Christian-Batman-Bale, mentre Ramses è Joel Edgerton (Star Wars II, Kinky Boots, Zero Dark Thirty, Il grande Gatsby).
I fan di Alien e di Breaking Bad saranno contenti di rivedere i loro paladini Sigourney Weaver e Aaron Paul che saranno nel cast insieme a John Turturro e Ben Kingsley.
Il film è atteso nelle sale USA a fine anno, mentre a noi toccherà aspettare il 15 gennaio 2015. 
Il trailer è uscito solo poco fa! 
Eccolo:



martedì 8 luglio 2014

Le trenta frasi più ovvie dei film americani



Diciamolo, i film americani non brillano per originalità di linguaggio.
Situazioni, frasi e protagonisti spesso sembrano uscire dalla stessa pellicola. 
Al che ti chiedi: ma è un film o la telecronaca di Fifa 98?
Qualcuno viene pagato per mettere le stesse frasi ovunque? C'è un giro sotto? Messaggi subliminali per farli entrare nel gergo comune?
Nel dubbio: maledetti, figli di puttana! E pensare che oggi era il mio ultimo giorno di servizio!!Passami una ciambella, figliolo, prima che sforacchi il culo di quegli alieni...non mi sento più le gambe, ci rimetterò il mio culo bianco...passatemi il presidente!

Ecco le 30 frasi più inflazionate dei film e...God bless America.

#1 "é mio figlio! è il mio bambino!"
Disse il padre che voleva disconoscerlo un secondo prima.

#2 "Figlio di puttana!"
Il collega che inizia ad apprezzare l'operato del collega che prima disprezzava.

#3 "Oggi è il mio ultimo giorno di servizio."
Succede l'apocalisse.

#4 "Ho il presidente al telefono!"
Invasioni aliene da contrastare, mentre il presidente USA è al sicuro nel bunker.

#5 "Andate avanti senza di me!"
Una chiara richiesta d'aiuto. Muore quello che va avanti.

#6 "Dio benedica l'America!"
Il film è finito, andate in pace.

#7 "Escono da ogni fottuto angolo! Sparategli!"
Poveri soldati americani che provano ad uccidere i mostri di turno. Non ce la fanno. Ce la fa un bambino con una pistola giocattolo.

#8 "Dividiamoci!"
Vengono uccisi uno ad uno.

#9 "Un tempo era il migliore, dovevi esserci"
Campione di football/baseball che dopo l'infortunio è diventato alcolizzato, ma ora deve salvare la Terra o il campionato, che è uguale.

#10 "Non mi sento più le gambe"
Per forza, hai preso una mina.

#11 "Non andare verso la luce!"
Co-protagonista salvato dall'ex rivale.

#12 "Mettete a riparo donne e bambini!"
Un bambino segue il padre e svolta la situazione.

#13 "é praticamente impossibile evadere da questo posto dimenticato da Dio (con successivo scatarro)"
Ci riesce l'ultimo arrivato(innocente condannato per errore) scavando con un cucchiaino.

#14 "Cessate il fuoco!"
Gli alieni si incazzano e uccidono tutti.

#15 "Non è il mio tipo"
Si sposano.

#16 "Siediti figliolo devo raccontarti una storia"
Flashback di quattro ore e mezza.

#17 "Non mando il mio culo nero a morire!"/o nella variante "Ci tengo al mio culo nero"
Salva gli altri e muore.

#18 "Alzati sacco di merda!"
Tipica frase da addestramento prima della guerra del Vietnam. Sacco di merda salverà il sergente vent'anni dopo.

#19 "Il baseball è 10% tecnica, 90% cuore, figliolo."
Jackie Chan che insegna il baseball all'America.

#20 "Figliolo, un tempo ero come te"
Ragazzo intelligente che non si applica, si applicherà dopo il folgorante incontro col barbone all'angolo, un tempo un grande dello sport. Diventa il suo maestro.

#21 "Maledizione! Ho finito le munizioni"
Uccide i cattivi, armati fino ai denti, a mani nude.

#22 "Non può essere umano"
Poliziotto che trova la vittima più scomposta di un Picasso.

#23 "Abbi cura di te. Dove andrai adesso?"
Amici-ex nemici che si separano e vanno verso il tramonto.

#24 "Se la tocchi anche solo con un dito, sei morto."
La tocca e muore.

#25 "Fallo parlare, ci servono altri 20 secondi per localizzarlo!"
Agenti dell'FBI che cercano di catturare il serial killer usando la fidanzata. Lui aggancia un secondo troppo presto.

#26 "Distruggi quel fottuto telefono"
Politici corrotti, intercettati dal giornalista di turno.

#27 "Arrenditi, il palazzo è circondato!"
Riesce a scappare.

#28 "Ho un brutto presentimento"
Ha ragione e nessuno lo ascolta, é il primo a morire.

#29 "Ho i federali attaccati alle chiappe."
Ha i federali attaccati alle chiappe.

#30 "Non so di cosa tu stia parlando"
Ha reti di spaccio peggio di Escobar.

giovedì 3 luglio 2014

I dieci film che ti toglieranno il sonno ovvero la classifica dei dieci film più spaventosi di sempre

Ok. Ormai dovreste essere abbastanza grandi da guardare un film senza andare a dormire dai genitori.
Beata illusione.
Confessate che "ah sì avevo lasciato la luce accesa per leggere e poi..." è solo una scusa per giustificare le vostre paranoie notturne su presunti demoni che aleggiano sul vostro letto o vi pressano il petto fino a soffocarvi.
Insomma, siete ancora nella fase adolescenziale dove vi vedete con gusto quell'horror e quando tornate soli a casa in notturna vi guardate indietro fino a correre verso casa col cuore in gola e la torcia del telefonino accesa? Iniziate a guardare con affetto il santino che vostra madre vi ha messo di nascosto nel portafoglio?
Allora questa è la classifica che fa per voi.

10. Suspiria di Dario Argento (1977)

Suspiria, il primo film della Trilogia delle Madri, a cui seguono Inferno(1980) e La terza madre(2007) è la storia di una giovane ballerina americana che giunge a Friburgo per frequentare una prestigiosa scuola di danza. Fin dal suo arrivo, una serie di omicidi portano la ragazza a indagare sull'ambiente della scuola e su coloro che vivono al suo interno.
Il rosso sangue spadroneggia sulla scenografia, la colonna sonora acutizza il dramma, scandisce, in maniera implacabile, il ritmo della narrazione cinematografica. Ossessione e tensione si potenziano inquadratura dopo inquadratura. La paranoia si insinua e scorre nelle larghe trame del tessuto narrativo come nello spettatore. Il male è intuito, percepito come un presentimento mortifero, come un sospiro notturno, celato accuratamente da qualche impedimento e che, solo alla fine, viene svelato e rivelato.

9. Nightmare di Wes Craven (1984)

Il cult di Wes Craven entra in classifica grazie al simpatico Freddie Krueger, una delle icone più amate del genere, simulacro delle colpe di un'America allo sbando.
Marge invita la figlia Nancy a scendere in cantina e le racconta la storia di Freddy Krueger, un maniaco omicida che anni prima aveva assassinato una ventina di bambini. Lasciato in libertà per colpa di alcuni problemi burocratici, alcuni genitori, compresa Marge, si erano fatti giustizia da soli, bruciando vivo Krueger.
Ma a morire è solo il suo corpo, rivive, infatti, nel mondo degli incubi tormentando i figli dei suoi assassini. Quando le colpe dei padri ricadono suoi figli, non ci si sveglia più dagli incubi. 
Piccola curiosità: il film segna l'esordio cinematografico di Jonny Deep.

8. It di Tommy Lee Wallace (1990)

Tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, It è il film (in realtà una miniserie per la tv), che forse più ha segnato la nostra infanzia. 
Chi non ricorda il terrore provato la prima volta che (magari a 6 anni) ha visto i denti aguzzi del pagliaccio che chiedendo dai tombini "lo vuoi un palloncino?" uccide i bambini, trasformandosi nelle loro paure più nascoste?
Ora non ci fa più lo stesso effetto, eccetto riportarci indietro di qualche decade...quel Pennywise che ci terrorizzava non fa poi così paura ed è pure fatto male, con effetti che non reggerebbero il confronto nemmeno con l'ultima delle telenovele ispaniche!
Ma non disperate: è in arrivo il remake by Cary Fukunaga, già regista di Jane Eyre e True Detective.


7. Carrie: lo sguardo di Satana di Brian De Palma (1976)

Dalla penna di Stephen King si materializza davanti a noi Carrie, l'adolescente problematica, reclusa dal bigottismo della madre ed emarginata dai compagni, la cui mente, provata dalle violenze psicologiche, sviluppa poteri paranormali tutt'altro che amichevoli. 
La furia violenta e vendicativa di Carrie, la reginetta del ballo imbrattata di sangue, non risparmierà nessuno...
L'anno scorso è uscito anche il remake.

6. Amityville Horror di Andrew Douglas (remake del 2005)

Nel 1973, un terribile fatto di sangue avvenne nella casa di Amityville, a Long Island: un ragazzo –il quale dichiarò in seguito di aver agito sentendo delle voci che gli imponevano la loro volontà - con un fucile massacrò metodicamente tutti i membri della sua famiglia immersi nel sonno. Un anno dopo la famiglia Lutz (si era detto che il film fosse basato su una storia vera, ma i Lutz fecero causa agli autori) va ad abitare nella casa ma si trova ben presto a dover fare i conti con misteriosi fenomeni paranormali: dai classici cigolii e anomale correnti d’aria notturne si arriva alle improvvise diminuzioni di temperatura, voci misteriose e visioni di morti e di sangue che cola dalle pareti, insomma la solita casa infestata.
Remake del classico horror degli anni ’70, il cui successo inaugurò all’epoca una trilogia (con il prequel “Amityville Possession” ed un seguente “Amityville 3D”) di discreto successo. 
Il film è uno di quei cosiddetti “progressive horrors”, dove un elemento anomalo si insinua lentamente in una situazione normale, con un’impalpabile clima di minaccia che si fa via via sempre più forte e pericoloso fino a sfociare nel puro orrore che stravolge la realtà, arricchendosi di un’atmosfera claustrofobica ed oppressiva rappresentata dagli ambienti della stessa casa di Amityville.


5. La casa di Sam Raimi (1981)

Anche questo un classico: cinque ragazzi in una casa di montagna liberano inconsapevolmente un demone, con tutta la scia di morte che ne consegue.
Più che pauroso, ai nostri giorni, è disturbante per le sue scene parecchio splatter e comunque poco adatte ai deboli di stomaco, il tutto circondato da un alone di tensione che scandisce il film e ha fatto gridare al Cult! Il remake non regge a confronto, seppure versa (se possibile) più sangue.
Certo si vede che era un film a basso costo, con attori non professionisti ecc., ma c'è da dire che il regista aveva solo 21 anni.

4. Emily Rose di Scott Derrikson (2005)

Quello che più inquieta sono i video su you tube della "vera" possessione di Emily, nel film dipinta come una martire, senza tuttavia alcuno scavo psicologico. Regala comunque allo spettatore quegli attimi di terrore.

A chi non è capitato di impressionarsi (diciamo anche cagarsi sotto) quando, dopo il film, una sfortunata coincidenza l'ha fatto svegliare proprio quando l'orologio segnava le tre di notte?






3. Shining di Stanley Kubrick (1980)

Ancora una volta il soggetto arriva dalla penna instancabile di Stephen King, ma il successo, diciamolo, è dovuto al genio di Kubrick e alla bravura mostruosa di Jack Nicholson.
Si dice sia il film che faccia bruciare più calorie quando lo si guarda per la tensione che genera...e chi può non stare in tensione con fantasmi coperti di sangue che si aggirano per le vuote stanze di un albergo e Jack che ci corre dietro con un accetta, senza via di fuga? 

2. L'evocazione di James Wan (2013)

Terrore puro e atmosfere retrò nella storia di una famiglia che si trasferisce in una casa (guarda caso) infestata, a cui si aggiunge una coppia di medium che aiuterà la famigliola a fronteggiare il torturante soprannaturale.
Un horror "classico" con ambientazione anni '70 che punta più sulla suspense che sullo spargimento di sangue, allontanandosi dagli orribili (proprio brutti) horror splatter a cui ci hanno abituato ultimamente. 




1. L'esorcista di William Friedkin (1973)

La classifica non poteva che chiudersi con il film horror per eccellenza, le cui scene macabre sono entrate a far parte della storia.
Il film che ha fatto sbarellare anche la sua protagonista e fatto saltare dalla sedia noi preadolescenti che ci avvicinavamo al genere delle "possessioni" che c'è da dirlo, smuovono quella parte di noi che vuole restare nascosta con le sue paure più inconsce. 
Si dice poi che durante le riprese successero cose alquanto inspiegabili...le solite cose messe in giro per alimentare la fama del film. Almeno spero...

(cose da ripetersi sotto le coperte: è tutto finto, è tutto finto, è tutto finto...)


martedì 1 luglio 2014

Grand Budapest Hotel - la summa dello stile di Wes Anderson

"Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità. Infatti è quello che abbiamo a disposizione nel nostro modesto, umile, insignificante ... oh, fanculo!"

Anni '60. Uno scrittore (Jude Law) cerca riposo e ispirazione nell'ormai decadente Grand Budapest Hotel. A svegliarlo dal suo torpore poetico sarà  il Sig. Moustafa (F. Murray Abraham), proprietario dell'hotel, che si lascia andare al malinconico racconto dell'ascesa e caduta di quel suo gioiello sulle montagne.

Ora siamo negli anni '30, a cavallo tra le due guerre. In un paesino sperduto dell'est europa il Grand Budapest Hotel è al massimo del suo splendore e Gustave H ne è il concierge. Eccentrico, edonista, elegante (mai senza il suo profumo L'air de Planache) rigoroso e con un'etica del lavoro ai limiti della follia (va a letto con tutte le sue clienti, per lo più ottantenni), insegna all'adolescente Zero Moustafa
(Antony Quinonez) a diventare il perfetto fattorino di quella grande macchina che è il Grand Budapest.

Ma la morte di un'anziana cliente e la lotta per l'eredità li trascina in un'avventura fatta di prigioni, montagne innevate, monasteri, uccisioni efferate, inseguimenti, il tutto nel bel mezzo di una guerra.



Grand Budapest Hotel, dichiaratamente ispirato alle opere di Stefan Zweig, è la quintessenza del cinema wesandersoniano: una complicata, arzigogolata architettura di tic, movimenti scattosi, simmetrie, accese tinte unite, geometrie vintage, buffi costumi e movimenti di macchina ortogonali.
L'architettura del film ricalca quella del Grand Budapest che è la perfetta cornice rosata per mettere in scena l'inquietudine e le meschinità umane, la tensione tra la stasi formale e la pulsione di morte emanata dai feticci che puntellano la composizione.

Tutta la narrazione si muove confusa come in un sogno dove i buffi personaggi fuggono e si inseguono sui binari di un ironia dissacrante in un mondo magico dove il dramma  è sempre dietro l'angolo.
Il ricordo di un tempo morto prima ancora che lo vivessimo, l'inseguimento di quello che ci riporterà indietro, la fuga per tornare in quel grande artificio multicolor che ci siamo costruiti: questo è il Grand Budapest Hotel.
Wes Anderson chiama a raccolta tutti i fedelissimi interpreti dei film precedenti: Bill Murray, Owen Wilson, Edward Norton, Adrien Brody, Willem Dafoe, Tilda Swinton (quasi irriconoscibile), Jason Schwartzman, ai quali si aggiungono una lista esagerata di grandi nomi, dal protagonista  Ralph Fiennes che mostra uno spassoso talento comico, al carcerato Harvey Keitel, al notaio Jeff Goldblum.
Il movimento frenetico dei personaggi e dello spazio che li circonda creano un irresistibile effetto comico, mai scontato.

Trailer:



In Pillole:

Regia: Wes Anderson
Anno: 2014
Sceneggiatura: Wes Anderson
Fotografia: Robert D. Yeoman
Musiche: Alexander Desplat
Paese: USA
Durata: 99 min.