Passa ai contenuti principali

Grand Budapest Hotel - la summa dello stile di Wes Anderson

"Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità. Infatti è quello che abbiamo a disposizione nel nostro modesto, umile, insignificante ... oh, fanculo!"

Anni '60. Uno scrittore (Jude Law) cerca riposo e ispirazione nell'ormai decadente Grand Budapest Hotel. A svegliarlo dal suo torpore poetico sarà  il Sig. Moustafa (F. Murray Abraham), proprietario dell'hotel, che si lascia andare al malinconico racconto dell'ascesa e caduta di quel suo gioiello sulle montagne.

Ora siamo negli anni '30, a cavallo tra le due guerre. In un paesino sperduto dell'est europa il Grand Budapest Hotel è al massimo del suo splendore e Gustave H ne è il concierge. Eccentrico, edonista, elegante (mai senza il suo profumo L'air de Planache) rigoroso e con un'etica del lavoro ai limiti della follia (va a letto con tutte le sue clienti, per lo più ottantenni), insegna all'adolescente Zero Moustafa
(Antony Quinonez) a diventare il perfetto fattorino di quella grande macchina che è il Grand Budapest.

Ma la morte di un'anziana cliente e la lotta per l'eredità li trascina in un'avventura fatta di prigioni, montagne innevate, monasteri, uccisioni efferate, inseguimenti, il tutto nel bel mezzo di una guerra.



Grand Budapest Hotel, dichiaratamente ispirato alle opere di Stefan Zweig, è la quintessenza del cinema wesandersoniano: una complicata, arzigogolata architettura di tic, movimenti scattosi, simmetrie, accese tinte unite, geometrie vintage, buffi costumi e movimenti di macchina ortogonali.
L'architettura del film ricalca quella del Grand Budapest che è la perfetta cornice rosata per mettere in scena l'inquietudine e le meschinità umane, la tensione tra la stasi formale e la pulsione di morte emanata dai feticci che puntellano la composizione.

Tutta la narrazione si muove confusa come in un sogno dove i buffi personaggi fuggono e si inseguono sui binari di un ironia dissacrante in un mondo magico dove il dramma  è sempre dietro l'angolo.
Il ricordo di un tempo morto prima ancora che lo vivessimo, l'inseguimento di quello che ci riporterà indietro, la fuga per tornare in quel grande artificio multicolor che ci siamo costruiti: questo è il Grand Budapest Hotel.
Wes Anderson chiama a raccolta tutti i fedelissimi interpreti dei film precedenti: Bill Murray, Owen Wilson, Edward Norton, Adrien Brody, Willem Dafoe, Tilda Swinton (quasi irriconoscibile), Jason Schwartzman, ai quali si aggiungono una lista esagerata di grandi nomi, dal protagonista  Ralph Fiennes che mostra uno spassoso talento comico, al carcerato Harvey Keitel, al notaio Jeff Goldblum.
Il movimento frenetico dei personaggi e dello spazio che li circonda creano un irresistibile effetto comico, mai scontato.

Trailer:



In Pillole:

Regia: Wes Anderson
Anno: 2014
Sceneggiatura: Wes Anderson
Fotografia: Robert D. Yeoman
Musiche: Alexander Desplat
Paese: USA
Durata: 99 min.



Post popolari in questo blog

I dieci film più noiosi e soporiferi di sempre

Dopo la classifica dei film che tolgono il sonno, ecco quelli che te lo restituiranno con gli interessi! Sì quei film che, ti giri e mezza sala è già andata, l'altra metà lotta senza speranza contro la palpebra calante...e tu che non vuoi fare la loro fine....e si accendono le luci! Oppure quelli che, carico di aspettative, ti vedi a casa sul divano con l'uomo/donna della tua vita ma è un attimo e uno dei due crolla sulla spalla dell'altro. Alcuni (e dico solo alcuni) sono davvero dei bei film, ma non c'è caffè che regga, sei destinato a non vedere la fine.
10. Paranormal Activity 1- Oren Peli (2007)

Una tizia si sveglia di notte e fissa il fidanzato. Tutta la notte. Ogni notte. Lui piazza una telecamera per riprenderla. Questo fa molto incazzare l'essere oscuro che infesta la casa e la ragazza. Questo fa molto dormire.



9. Avatar (alla seconda visione) - James Cameron (2009)

Forse la prima volta al cinema e con gli occhiali 3D e solo con queste due condizioni, vuoi…

I dieci film italiani più trash di sempre (non sono belli ma piacciono)

Cosa vi viene in mente quando dico Neri Parenti, Vanzina, Jerry Calà, Umberto Smaila, De Sica (figlio) e compagnia "bella"?
La parola chiave è trash.
Quei film che hanno messo la lapide sul defunto cinema italiano.
Quelli che si beccano mezza stella quando va bene.
Quelli che hanno fatto nascere il qualunquismo all'italiana.
Quelli che quando si apre lo champagne o sciampagne, il tappo va rigorosamente in bocca.
Quelli in cui lo stacco alla Godard è scandito da emissioni gastroenteriche e da qualche tetta.

Attenzione: contenuti espliciti.
Quest'anno il Natale viene ad ottobre; MORTACCI SUA!

10 Yuppies (1986, Vanzina)

Per noi una parola senza significato, per i rampolli anni '80 l'apice del successo. Ecco il Wall Street all'italiana, dove tra un affare e l'altro i "giovani" (sì...giovani...) e "belli" (idem) seducono le tettute bellezze italiche. 
Non ancora ai livelli del Vanzina anni '90, però il regista lasciava intendere un …

I 10 film da non guardare con i genitori - ovvero la classifica dei 10 film d'autore più scandalosi

La classifica che ci accingiamo a stilare trae spunto da una delle maggiori fonti di imbarazzo nel rapporto genitori-figli: il film d'autore (che tutti sappiamo sinonimo di film erotico). Eccoti a casa e per una volta vuoi vederti quel film d'autore (di cui tutti i radical chic parlano) in pace sul comodo divano e su uno schermo che non sia il tuo portatile da 11 pollici...ma ecco che si presentano anche loro: i tuoi genitori, che vogliono vedere un film con i loro "bambini". Allora ti dici, va beh è pur sempre un cult (o almeno così te lo presenta Sky), che farà vedere mai, e dopo 10 minuti ti penti di non essertelo visto in streaming con le cuffiette all'università. Arriva quel momento in cui quelle scene osannate dalla critica come "artistiche e per nulla pornografiche", fanno dire a tua madre "ma che film è? cambia un po', vado a dormire" a tua nonna "'ste cose manco Brooke Logan", mentre tuo padre guarda fisso lo scherm…