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I dieci film italiani più trash di sempre (non sono belli ma piacciono)


Cosa vi viene in mente quando dico Neri Parenti, Vanzina, Jerry Calà, Umberto Smaila, De Sica (figlio) e compagnia "bella"?
La parola chiave è trash.
Quei film che hanno messo la lapide sul defunto cinema italiano.
Quelli che si beccano mezza stella quando va bene.
Quelli che hanno fatto nascere il qualunquismo all'italiana.
Quelli che quando si apre lo champagne o sciampagne, il tappo va rigorosamente in bocca.
Quelli in cui lo stacco alla Godard è scandito da emissioni gastroenteriche e da qualche tetta.

Attenzione: contenuti espliciti.

Quest'anno il Natale viene ad ottobre; MORTACCI SUA!

10 Yuppies (1986, Vanzina)

Per noi una parola senza significato, per i rampolli anni '80 l'apice del successo. Ecco il Wall Street all'italiana, dove tra un affare e l'altro i "giovani" (sì...giovani...) e "belli" (idem) seducono le tettute bellezze italiche. 

Non ancora ai livelli del Vanzina anni '90, però il regista lasciava intendere un grosso potenziale trash. 




9 Tifosi (1999, Massaro)

Quanto poteva essere fatto (o indebitato) Maradona per partecipare a questo film?

E tu oh Ninuzziello bello, non ti bastavano i musicarelli a piazza del Plebiscito?

In realtà chi è stato a qualche partita noterà il crudo realismo che permea la pellicola, forse voleva essere un ritorno di De Sica al paterno neorealismo? Ai posteri...





8 Paparazzi (1998, Neri Parenti)

I soliti noti a caccia di tette da primapagina. Non si contano le celeb che hanno prestato il volto per far sì che questa pellicola sia ancora oggi uno dei grandi firmi del nostro cinema. 

Un film corale, una fotografia maniacale, dai dialoghi serrati inframezzati da "mortacci" che intervengono grevi a dare spessore alla pellicola.
Un Er Patata davvero in stato di grazia.




7 Attila flagello di Dio (1982, Castellano e Pipolo)

A come Atrocità, doppia T come Terremoto e Tragedia, I come Ir' di DDio, L come Laco di sangue, A come Adesso vengo e ti sfascio le corna!
Sceneggiatura brillante e variegata, interpretazioni da Oscar, rutto libero. Un film che ti fa rimpiangere la discesa degli Unni; all'uscita nelle sale fu un flop assurdo, ma ora è ricordato da tutti come uno dei grandi cult anni 80.




6 Vacanze di Natale (1983, Vanzina) 

Un franchising ancora a livello embrionale, il capostipite dei cinepanettoni (il genere di film che tutto il mondo ci invidia), quelli che fanno sì che i cinema siano ancora aperti, quei film che ci fanno ammazzare dalle risate.
Loro ci hanno insegnato l'abc dell'ignoranza e hanno esportato la cafonaggine italica nelle mete più ambite dall'italiano medio.
Diciamoci la verità, può esserci Natale senza un Vacanze di Natale? Nel senso hanno istituito la festa per quello no? Da segnalare la presenza di Mario Brega, non sapeva che avrebbe creato un mostro.

5 A spasso nel tempo (Vanzina)

E già saliamo alla top five per livello di ignoranza, numero di tette/rutti/scoregge al minuto.
I ricordi risalgono come un rutto dopo che hai mangiato la peperonata: non so il motivo, ma la mia maestra di italiano, un giorno, ci portò in sala proiezioni e, per farci tacere, inserì il suddetto VHS nel lettore. Forse pensava di insegnarci la storia d'Italia, ci insegnò la decadenza e il bomberismo.


Ricordo la copertina: De Sica che palpava una tetta della nota soubrette la "Sellerona".
Per chi non l'avesse intuita la trama è molto complessa: Boldi e De Sica accidentalmente finiscono in una macchina del tempo in un parco divertimenti delle Americhe che li sballotta dalla preistoria al futuro tra una tetta e un culo.




4 Bodyguard (2000, Neri Parenti)

Il nuovo millennio non poteva entrare in modo migliore, servivano 2000 anni di evoluzione per arrivare a tali picchi artistici.
Per curiosità leggetevi le curiosità di Wikipedia, probabilmente autogeneratesi sul web.
Tre carabinieri espulsi dall'arma tentano la fortuna diventando body guards della Silicon Valley del piccolo schermo: Megan Gale, Victoria Silvsted e Anna Falchi.


3 Fratelli d'Italia (1989, Neri Parenti)

Sull'ultimo gradino del podio troviamo questo capolavoro della cafonata (che rende pienamente onore all'italico Inno). Diviso in tre suggestivi episodi, ci sentiamo di sbilanciarci proclamando il migliore: quello di Jerry Doppia libidine Calà, poliedrico artista capace di passare dal pianoforte alla macchina da presa: difficile capire dove renda meglio.
Nell'episodio con Boldi, troverete molti riferimenti al successivo film, tifosi. Ed è qui che possiamo parlare di weltanschauung.

2 Natale in India (2003, Neri Parenti)


Figli apparentemente scambiati di padri diversi che si incontrano insieme ai padri stessi nell'esotica India.
Un rapper, rutti, tette, culi, poetiche flautolenze.

Commovente interpretazione di Enzo Salvi, multiforme artista in grado di dare al linguaggio "ruttico" dignità pari all'elfico Tolkeniano.




1 Merry Christmas (2001,  Neri Parenti)

Opera summa dei vari Vacanze di Natale, raccoglie tutti gli elementi essenziali delle precedenti fatiche cinematografiche.
Si narra che Coppola, dopo aver visto questo film, disse: "è il film che avrei sempre voluto dirigere."
Lo stesso Boldi non ha retto alla fiera della volgarità che lo permea: lui stesso ha dichiarato che questo film è stato il punto di rottura tra lui e De Sica (sebbene i due gireranno altre trashate prima di chiudere la loro collaborazione).
Fabio Trivellone ha due diverse mogli (Serena e Selvaggia) con prole al seguito (un ragazzo e una ragazza): Serena e il figlio se li porta ad Amsterdam per le vacanze natalizie, l'altra (credendo che il marito si trovi nella Amsterdam per motivi di lavoro) gli fa una sorpresa andandolo insieme alla figlia.
Memorabili le scene in cui cerca disperatamente di convertire il figlio nerd al tetteeculismo, tra i dialoghi magistrali padre-figlio si ricorda: "Ma che te stai a fa e' pippe su internet?", "No papà, è pc calcio", "Ma nun ce sei annato sur sito che t'ho detto? WWW.TETTEECULI.IT!?!?!?"
Per non dimenticare il duo Boldi-Salvi nei commoventi "Te posso chiama papà? A papààààààààààààà!!!!" Memorabile il gesto tecnico con cui ci ha insegnato che anche con il pene si possono fare le flessioni. 
Spicca la non casuale scelta di Amsterdam, ricca di virtuose ragazze d'alto e basso borgo.
A chi non scende una lacrima ricordando De Sica e Boldi intenti a scassinare una macchina con il piercing dove non batte il sole?

Chiudo dicendo che ci siamo stancati degli ultimi ed asettici film natalizi, snaturalizzati della loro genuina volgarità.







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