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Shame

"Brandon, sono Sissy. Ho bisogno di parlare con te. Rispondi a quel cazzo di telefono. Brandon, ho bisogno di te. Noi non siamo cattive persone, è solo che veniamo da un brutto posto. Grazie di avermi fatta restare." 

 

Brendon è apparentemente un tipico trentenne realizzato dalla sua vita: ha un buon lavoro, una bella casa e frequenta belle donne.
Dietro questa maschera però si annida un eretomane, malato di sesso in tutte le sue forme e perversioni.
Il sesso, per lui, non è una gioia ma è visto come una fonte di vergogna, da consumare tra i siti porno, masturbazione ed i rapporti a pagamento.
Fa da contrasto alla figura di Brendon la sbandata sorella Sissy, bella e psicologicamente fragile, alla continua ricerca di qualcuno che badi a lei stessa.

I due fratelli, sono uniti dal profondo senso di solitudine che devasta le loro anime, ma, al tentativo della ricerca di un dialogo della sorella, si contrappone la freddezza del fratello, incapace di manifestare il suo affetto.




Nel film di Steve McQueen, l'abisso della perversione sarà sempre più profondo, vergogna ed inadeguatezza ad un normale rapporto i protagonisti.
I dialoghi sono serrati e mai retorici, i primi piani di forte impatto emotivo ( la scena in cui Sissy canta "New York New York" è sublime), ed i due protagonisti (Michael Fassbender e Carey Mulligan) in stato di grazia.
Shame ci dimostra quando l'eccessiva libertà può divenire, a sua volta, una gabbia dorata dal quale è difficile uscire; anche se, nel finale, vuole lasciare un margine di speranza al protagonista.

TRAILER:



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