venerdì 18 aprile 2014

Il lato positivo - Silver Lining Playbook

Sai cosa farò? Prenderò tutta questa negatività e la userò come carburante per trovare il lato positivo! È questo che farò! E non è una stronzata, non è una stronzata. Ci vuole impegno!


Pat Solatano (Bradley Cooper) torna a casa dall'ospedale con una diagnosi di bipolarismo, scoppiato furentemente con la scoperta del tradimento della moglie e il conseguente pestaggio dell'amante. 
Un'ordinanza restrittiva gli impedisce, adesso, di avvicinarsi alla casa coniugale, alla moglie e alla scuola dove entrambi insegnavano. 
Ma Pat non si da per vinto, vive nel passato, non riesce ad accettare la rottura con quell'idillio d'amore in cui ancora crede fermamente: legge tutti i libri che la moglie assegna ai ragazzi, fa attività fisica in modo maniacale per rimettersi in sesto per lei, urlando a tutti "sono positivo! sono positivo!", ma ancora scatta con violenza al suono della canzone del suo matrimonio (la stessa che suonava in casa sua quando scopre la moglie sotto la doccia con l'insegnante di storia) che sente costantemente nella sua testa nei momenti in cui si sente perso.
A proteggerlo da se stesso e dal suo delirio, la famiglia Solatano piena di piccole debolezze. 
La madre (Jacki Weaver) ansiosa e piena di tenerezza verso il figlio, ma debole davanti a lui e pronta a perdonargli qualsiasi atto, il fratello (Shea Whigham), frenato dall'imbarazzo che la situazione di Pat, così in contrasto con la sua vita perfetta, gli provoca, che non è andato mai a fargli visita in ospedale.

Centrale nella piccola coltre ovattata d'affetti e manie che circonda il protagonista, la figura del padre (Robert De Niro) irascibile anch'egli,  che riversa la sua insicurezza, il suo sentirsi colpevole per ciò che è accaduto al figlio e per la sua inettitudine a dargli conforto, la sua ossessione per il football (di cui ha fatto un lavoro:l'allibratore) su tutti i piccoli dettagli, sui rituali scaramantici legati alla sua squadra e sul figlio stesso, che vuole costringere a stare a casa - in una precisa posizione - durante le partite nella ferma convinzione che porti fortuna.
L'attrazione-repulsione che Pat prova verso il cambiamento e verso la consapevolezza che non c'è nessun passato da riscattare e da rivivere è personificata da Tiffany(Jennifer Lawrence), instabile sorella di un'amica della moglie, con un doloroso passato alle spalle: la morte del marito e un conseguente disturbo da dipendenza da sesso curato a suon di psicofarmaci.
In lei il protagonista scorge inizialmente soltanto un tramite per portare di nascosto una lettera alla moglie, gesto per cui in cambio dovrà aiutarla per una strampalata gara di ballo.
Ma il reciproco disequilibrio esistenziale che li lega, li porta ad intraprendere insieme il tortuoso cammino verso il ritrovamento di sé stessi e l'abbandono del passato.


David O. Russel, con toni più smorzati rispetto al precedente film The Fighter, affronta, traendo spunto dall'omonimo romanzo
di Matthew Quick, ancora una volta il tema della frattura dell'animo umano e delle sue ripercussioni sull'esterno, con una regia che sa rendere bene, grazie alle inquadrature soggettive che stringono e ondeggiano sui particolari, la scissione della realtà dei protagonisti.
Una commedia drammatica pervasa da un senso di leggerezza ed autoironia che coprono il sottosuolo di sofferenza che intesse gli interni borghesi della famiglia Solatano.

I personaggi, dalle grandi interpretazioni (Oscar Miglio attrice non protagonista alla Lawrence), sono scissi, appesantiti da un passato soffocante dal quale cercano disperatamente di staccarsi, tesi verso la via che li porterà alla diversità.
Il football e la danza, l'equilibrio e la disciplina che i due sport impongono, sono usati metaforicamente a simboleggiare la lotta dei protagonisti, e degli uomini in generale, contro la sofferenza e la solitudine opprimenti. 
I personaggi possono adesso liberarsi delle paure che li legavano a quel passato così doloroso in cui si nascondevano per proteggersi contro l'apertura e l'accettazione di sé stessi. Ora le loro mancanze, le loro debolezze e fragilità non sono più stigmi da cui fuggire, ma atipicità da preservare.

Regia: David O. Russell
Titolo originale: Silver Lining Playbook
Data d'uscita: 16 novembre 2012 (USA) - 7 marzo 2013 (ITA)
Durata: 117 min.

Trailer:


Frasi: 

Ero una sgualdrina. Ci sarà sempre una parte di me che è smandrappata e sudicia, ma mi piace, come tutte le altre parti di me. Posso perdonare. Puoi dire lo stesso di te, stronzo? Puoi perdonare? Sei in grado di farlo? (Tiffany)

Il mondo ti spezza il cuore in ogni modo immaginabile, questo è garantito. Io non so come fare a spiegare questa cosa, né la pazzia che è dentro di me e dentro gli altri, ma indovinate un po'? Domenica è di nuovo il mio giorno preferito! Penso a tutto quello che gli altri hanno fatto per me e mi sento tipo... Uno molto fortunato! (Pat)

- L'unico modo per sconfiggere la mia pazzia era facendo qualcosa di ancora più pazzo. Grazie. Ti amo. L'ho capito dal momento in cui ti ho visto. Mi dispiace mi ci sia voluto così tanto tempo per recuperare. (Pat)

- Ma ti dico che devi dar retta ai segnali. Quando la vita ti manda un momento come questo è un peccato se non l'afferri. Ti dico, è un peccato se tu non l'afferri. Ti perseguiterà sempre, come una maledizione. Hai una grande sfida da affrontare e proprio adesso in questo momento, proprio qui, quella ragazza ti ama, ti ama davvero. Mi raccomando non fare puttanate. (Pat Solitano Senior)