giovedì 5 agosto 2010

Strade perdute

Premetto subito dicendo che questo film non è stato recensito da me, ma ho voluto omaggiare questo blog di cinema http://ilproiezionista.blogspot.com/2009/01/strade-perdute-analisi-e-spiegazione.html che pultroppo non verrà più aggiornato.



Finita la visione di Strade perdute ('97) ho avuto per un attimo l'insano proposito di recensirlo. Idea assurda. Che lo recensisco a fare un film di Lynch? E poi cosa potrei dire io, onestamente, su Strade perdute? Che è un film in cui la trama passa in secondo piano rispetto alle visioni e allucinazioni, emozioni e sensazioni che suscita nello spettatore. Oppure che è una roba che ti tiene per oltre due ore incollato allo schermo a cercare di capire che diavolo stai guardando per poi darti un calcio in culo dicendoti: "Non hai capito? Cazzi tuoi!". Probabilmente sono giuste entrambe le definizioni, con alcune riserve però che vi andrò ad esporre più avanti.


Per adesso quello che mi preme è dare un senso, parafrasando un anziano sentenziatore, a ciò che un senso sembra non averne. Più pragmaticamente stilare una breve (o almeno, meno lunga possibile) analisi di questo film - riordinando dati e indizi noti o presunti in nostro possesso - utile per coloro i quali si tovassero nelle mie stesse condizioni pochi minuti dopo la visione; oppure per quelli che l'hanno visto in passato e non ne hanno capito una ceppa ma si sono accontentati del gaudio profuso dalle inqueitanti immagini lynchiane, convincendosi che tanto un senso non c'era. O anche per coloro i quali hanno trovato le loro risposte e troveranno comunque interessante confrontarle con le mie. In ogni caso non mi sarei mai rassegnato all'aver perso due ore di vita per il nulla, e dunque una razionalizzazione dovevo trovarla. E' impossibile però, sappiatelo, spiegare tutti gli eventi e le situazioni del film perché la maggior parte sono allegorie che si muovono spesso e volentieri al di fuori dello spazio e del tempo. Qualche speranza la si avrebbe forse chiedendolo di persona a Lynch, forse, ma da buon mago immagino che sarebbe restìo a svelare i suoi trucchi. Avido di parole, forse anche di denaro, col conto in banca che non ho, dubito di poterlo corrompere.


SPOILER: Inutile dirlo, vi consiglio di continuare nella lettura solo se avete già visto il film per non rovinarvi una eventuale futura visione, oltre che in caso contrario capireste ben poco di ciò che è scritto.


Cominciamo dalle linee generali. Fred è uno schizofrenico affetto da personalità multipla che in preda ad un raptus di gelosia uccide la moglie e poi rimuove l'accaduto dalla memoria. Accusato di uxoricidio sarà condannato alla sedia elettrica. Durante (o prima) dell'esecuzione si rifugia in un mondo parallelo, un sogno, dove impersona il giovane meccanico Pete. Pete sembra essere l'opposto di Fred, fa un lavoro manuale, odia il jazz, è un abile amatore e ha una ragazza innamorata e fedele mentre Fred, lo sappiamo, è un musicista jazz, con una moglie fedifraga e a letto ha, per usare un eufemismo, qualche problemino. Insomma Pete è un posto perfetto dove rifugiarsi per sfuggire al suo triste destino. Finché la vera vita di Fred non fa irruzione nel sogno, inizialmente con Mr.Eddie, il corrispettivo onirico di Dick Laurent, amante della moglie, e successivamente anche con Renee, la moglie, nei panni della bionda Alice, fidanzata di Mr. Eddie. Ancora Pete agisce all'opposto di Fred rubando la donna al boss (mentre nella realtà è il boss che ruba la donna a Fred), quindi Pete ed Alice scappano uccidendo Andy, l'amico di Renee che si scopre essere un regista di film a luci rosse di cui la stessa Renee era protagonista, e si rifugiano nella baita di un ricettatore. Lì, dopo l'amplesso illuminato dai fari dell'auto, Alice scompare e scompare anche Pete, facendo riapparire Fred. Da qui in poi la storia si sbroglia un po' (ma non troppo) e si vede Fred uccidere Dick Laurent con l'aiuto del personaggio misterioso che abbiamo visto più volte nel corso del film, quindi si ferma a casa sua e pronuncia le stesse parole che si sono sentite all'inizio: "Dick Laurent è morto". All'altro capo dell'apparecchio, all'ascolto, c'è lui stesso. Fatto ciò risale in macchina inseguito dalla polizia. Durante l'inseguimento Fred è scosso da violenti movimenti del capo e una luce blu intermittente illumina l'abitacolo, probabilmente la scossa della sedia elettica che mette fine alla sua vita.


Qualche domanda? Immagino di sì.


Le videocassette. Le videocassette rappresentano la verità, marchiata "nero su bianco" sul nastro. Fred ai poliziotti dichiara: "Preferisco ricordare le cose come le ricordo io piuttosto che come sono avvenute realmente". Anche Renee sembra molto spaventata alla vista della videocassetta anonima, forse per il timore che i suoi tradimenti o il suo passato poco limpido possano essere rivelati.

Ma da chi sono mandate le cassette a casa di Fred? Possiamo presumere sia stato l'uomo misterioso, nel caso in cui egli fosse un'entità corporea, cosa possibile dato che alla festa di Andy altre persone lo vedono e interagiscono con lui.

Oppure potrebbe essere Fred stesso che se le manda per tenere l'altra sua personalità aggiornata riguardo ai suoi piani di uccidere la moglie.

Il problema è che in questo caso nella seconda (e poi anche nella terza) cassetta avrebbe dovuto riprendersi da solo a letto, cosa impossibile da fare con un video in movimento. Ci sono allora due opzioni. O è l'uomo misteroso a riprendere, oppure è Fred stesso che riprende qualcun altro nel letto. I tratti dell'occupante di destra non sono infatti visibili.

Nella terza cassetta si vede Fred sul corpo martoriato di sua moglie. Chi c'è a riprendere? Due ipotesi ancora. O a riprendere è l'uomo misterioso oppure la terza cassetta è frutto di un'allucinazione di Fred; cosa molto plausibile questa, dato che si risveglia un istante dopo con il naso sulle nocche di un poliziotto.

Non è da escludere che la festa di Andy sia anch'essa frutto della fervida immaginazione di Fred in un percorso onirico volto a ricostruire gli avvenimenti. In quest'ultimo caso però la prova della corporeità dell'uomo misterioso andrebbe in fumo. Allo stesso modo è possibile che l'intera vicenda delle cassette sia falsa. In tal caso anche il colloquio coi poliziotti non sarebbe mai avvenuto realmente.



Chi è l'uomo misterioso? E' il lato oscuro, il male, l'Es, la violenza. Nella frase "Ci siamo visti a casa tua" c'è l'evidente doppio significato di casa e di mente. Vediamo che alla festa Andy riconosce l'uomo misterioso come un amico di Dick Laurent. Lo vediamo però in seguito complice di Fred nell'omicidio dello stesso Laurent. L'uomo misterioso fa dunque il doppio gioco? No. In realtà di uomini misteriosi ce ne sono tanti quante sono le persone che "lo invitano". Ognuno ha il suo, insomma. Alla festa Fred incontra l'uomo misterioso di Dick Laurent mentre il "suo" è a casa sua, nella sua mente. Anche Mr.Eddie ha il suo uomo misterioso, il suo lato malvagio, che passa al telefono a Pete, per minacciarlo. L'uomo misterioso parla a Pete e anche a lui pronuncia la frase "ci siamo visti a casa tua". E' probabile che qui l'uomo misterioso non stia parlando a Pete ma a Fred. A favore di questa ipotesi ci sarebbe un brano del copione, poi eliminato in fase di riprese, in cui l'uomo misterioso dice a Pete che "insieme abbiamo ucciso un paio di persone". Le due persone alle quali l'uomo si riferisce sarebbero proprio Renee e Dick Laurent, ovvero quelle uccise da Fred.



Della notte in cui Pete scompare ne sappiamo poco, se non che era in compagnia di un altro uomo. L'ipotesi più plausibile è che "quella notte" corrisponde all'attivazione di Pete nella mente di Fred, avvalorata dal fatto che la luce blu che Pete vede comparire fuori casa sua è la stessa che appare nella cella di Fred all'inizio del sogno. Chi fosse l'uomo in compagnia di Pete non si sa e non credo sia importante. Posso presumere fosse Fred stesso.



Non sappiamo quanto tempo Fred abbia trascorso in carcere in attesa dell'esecuzione. E' però teoria accreditata, e tra l'altro molto affascinante, che quel tempo sia già trascorso e l'intero sogno di Fred si svolga nei brevi istanti in cui la scossa letale della sedia elettrica attraversa il suo corpo. A sostegno di questa ipotesi ci sono gli sporadici lampi e tuoni che richiamano l'elettricità che in quel momento starebbe attraversando il corpo di Fred e i malesseri che accusa Pete, specialmente il sangue che esce copioso dal suo naso, dovrebbero essere gli affetti dello stress di Fred in punto di morte, che culminano nella sequenza finale in macchina. Uso il condizionale perchè si vede chiaramente che il sogno di Fred ha invece inizio in cella.

Come spiegare questa incongruenza?

- Ipotizziamo che il sogno si protragga solo per una notte o poco più. Gli spasmi di Fred nel finale sarebbero provocati in questo caso da un imminente risveglio e conseguente uscita dal sogno, con la luce blu che sta a significare non una scarica elettrica, ma un cambiamento di stato, dal sonno alla veglia. Tesi avvalorata dal fatto che tale luce appare anche in cella all'inizio del sogno.

- Si può ipotizzare anche che il sogno di Fred cominci la sera precedente all'esecuzione e si protragga nelle ore successive, fino alla sua morte, alternato a periodi di veglia che nel film non sono riportati.

- Oppure, a meno di non voler immaginare che si sia eseguita la sentenza di morte col condannato ancora addormentato, è possibile che Fred abbia vissuto le ore precedenti all'esecuzione in uno stato catatonico - ipnotico, continuando nel suo delirio senza rendersi conto di ciò che gli stava accadendo intorno.

- Ancora, è possibile che il fatto che il sogno cominci in cella sia semplicemente un non-sense come tanti e a questo punto è inutile star qui a discuterne.



Concludiamo con la scena finale in cui Fred si ferma a casa sua per comunicare a se stesso che "Dick Laurent è morto", stessa scena che vediamo all'inizio, dall'interno però dell'abitazione. Questo momento dovrebbe attivare il famoso nastro di Möbius al quale, a detta di molti, si richiama la struttura del film. Il sogno di Fred in questo breve momento dovrebbe intersecarsi con la realtà attraversando le barriere temporali e soprattuto spaziali. Questa scena fa scaturire alcune altre interessanti ipotesi. E' probabile che il Fred che era in casa, senza ricordarlo, aveva già ucciso Dick Laurent, e il suo alter-ego, tramite il citofono, glielo comunica / ricorda.

La comunicazione per via indiretta tra il Fred attivo (Talk) e quello passivo (Listen) avvalora anche la tesi che le videocassette fossero recapitate, e forse girate, dallo stesso Fred in un equivalente rapporto tra mostrare > guardare e parlare > ascoltare.

A mio vedere, lo scopo ultimo dell' auto-conversazione al citofono è quello di sigillare il film stesso in un loop infinito, destinato a ripetersi anche dopo che Fred sarà morto e il proiettore del cinema spento.



C'è da dire che in un contesto come questo, in cui la realtà e l'immaginazione sono praticamente indistinguibili, è chiaro che tutto può essere il contrario di tutto, senza certezze a cui appigliarsi si va avanti per ipotesi e congetture. Strade perdute, a parte l'esile trama che lo lega, assume infinite forme e significati a seconda di colui che si inoltra nella riflessione.



Primo della "trilogia del sogno" lynchiana, inferiore a mio vedere rispetto a Mulholland Drive (2001), ma superiore ad Inland Empire (2006).

Mulholland Drive è tutto sommato una rivisitazione perfezionata dello stesso soggetto di Strade perdute, in cui i confini tra sogno e realtà sono altrettanto spiazzanti ma più netti e quindi meglio identificabili. La rivelazione finale è di maggiore impatto, si riesce a riassaporare ciò che si è visto e se ne comprende il significato profondo, o meglio l'essenza, senza bisogno di sezionarlo ed analizzarlo, come abbiamo fatto noi qui con Strade perdute, per ovviare ad una sgradevole sensazione di smarrimento. Ma al contrario di Inland Empire, visione proibitiva per chi non abbia una altissima soglia di sopportazione, Strade perdute non stanca ed è narrativamente, sempre nel suo delirio, più lineare.



E pare proprio che alla fine dei giochi, nonostante i miei dis-intenti iniziali, in queste ultime righe una breve recensione l'abbia scritta e....



...chiedo scusa, suonano al citofono.