giovedì 27 febbraio 2014

Django Unchained



1858- due anni prima della guerra civile. Somewhere in Texas. 
Il cacciatore di taglie, il Dottor King Shultz, sta cercando i Brittle Brothers e solo Django, loro precedente schiavo, può aiutarlo, in cambio avrà la libertà e l'aiuto di Shulz per ritrovare la sua amata Broomhilda Von Shaft e prendersi la sua agognata vendetta.
La ricerca li porterà a Candyland dove il terribile Calvin Candie sfrutta gli schiavi neri per i combattimenti clandestini.


Django sembra un trito di spaghetti western e fumettistico dramma sulla vendetta. 
Tarantino, da un lato, omaggia il genere western, che tanto ama, dall'altro ne stravolge i canoni, lo disossa, ne mantiene il nome - preso dal Django di Corbucci, interpretato da Franco Nero che fa un cameo nel film -, alcuni registri stilistici, come i close-up alla Sergio Leone, le colonne sonore - perfette - di film come I giorni dell'Ira e del semi parodistico Lo chiamavano Trinità, ma uccide i cavalli, intoccabili negli spaghetti, lo modella e sfrutta a suo piacimento, infarcendolo delle sue cifre caratterizzanti, le sue inconfondibili "tarantinate".
Ci sono i grandi paesaggi americani, le cavalcate dei protagonisti accompagnate dal Main Theme Django, ma il vero motore del film è la vendetta. 

Gli schiavi sono trattati come carne da macello, da far dilaniare dai cani al primo segno di opposizione, le donne violentate e frustate a sangue.
L'orrore della schiavitù nobilita e giustifica tutto il deflagramento della violenza.
Il sangue dei carnefici che schizza sulle piantagioni di cotone è il punto culminante del simbolismo della pellicola, fino ad arrivare all'esplosione epurativa e catartica dell'emblema della barbarie schiavista: la Grande Casa dei padroni.
Dall'inizio alla fine, si alternano scene a tinte forti che provocano il riso ad altre che scatenano un odio crescente che trova soddisfazione solo nello spargimento di sangue e nel compimento della vendetta, inframezzate da dolorosi flash-back, anch'essi ispirati agli spaghetti italiani, "mai carini" come dice Tarantino. 
Tuttavia, il film scorre in modo lineare con solo qualche manovra inaspettata, ma incapace di stravolgere il flusso.

I personaggi sono di una verbosità traboccante e di una caratterizzazione iperbolica.
Django, Jamie
 evolve con una climax ascendente e barocca: costretto a vivere il suo rancore in modo represso, in catene e senza possibilità di reazione alle violenze inflitte, diventa abile assassino in grado di liberare il feroce odio. 
Il Dott. King Shultz, dai modi eleganti e la lingua tagliente nella sua ampollosità, ruba quasi la scena al protagonista grazie alla formidabile interpretazione di Chistoph Waltz.
Calvin Candie ha anche il nome da cattivo dei fumetti del West, il cafonotto del sud che cerca di darsi un tono con l'amore per lo stile francese, ma non ne parla una parola, che fa macellare i suoi schiavi, ma è attento alle buone maniere e alle convenzioni del buon vecchio sud, che passa dal riso alla spietatezza più efferata, consacrando, ancora una volta, la bravura Di Caprio.
Stephen, un Samuel L.Jackson quasi irriconoscibile, lo schiavo di casa che può quasi prendersi le libertà di un bianco con Candie, pieno d'odio verso il nero che alza la testa contro il suo padrone, è un riuscito personaggio dickensiano se, come ha detto il regista, "Dickens avesse scritto di negri domestici del sud prebellico".
Per sè Quentin, schiavista in cameo, si riserva un'uscita di scena al tritolo.
Ciò che è più riuscito è l'uso della colonna sonora, un mirabile mix di sound italiano anni 70, vecchie colonne sonore western e black music.
Due Oscar (miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura originale) e 5 nomination (Miglior Film, miglior fotografia e miglior montaggio) per quella che è la più lunga pellicola del regista e probabile componente di una "Trilogia storica", iniziata con Bastardi senza gloria e da concludersi con l'ipotizzato "Killer Crow", così come dichiarato da Tarantino.


Trailer:



Frasi:
- Mi piace come muori, giovane... 

D-J-A-N-G-O. La D è muta.

- Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione.

- Sono curioso del perché siete così curioso.

- Questo è Ben. È un muso nero che ha vissuto qui per molto tempo. Decisamente molto tempo. "Old Ben" qui ha accudito mio padre e il padre di mio padre, finché ha tirato le cuoia un giorno. "Old Ben" ha accudito me. Crescere come il figlio di un grosso proprietario di una piantagione del Mississipi pone un uomo bianco in contatto con tutta una abbondanza di facce nere. Ho passato tutta la vita qui, proprio qui... A Candieland. Circondato da facce nere. A vederle tutti i giorni, un giorno dopo l'altro, Mi chiedevo sempre una cosa: perché non ci uccidono? Su quella veranda là fuori, tre volte a settimana per cinquant'anni, "Old Ben" qui radeva mio padre con un rasoio a mano libera. Ora, nei panni di Old Ben a mio padre avrei tagliato quella dannata gola, e non ci avrei certo messo cinquant'anni a decidere! Ma non l'ha mai fatto. Perché no?
Vedete, la scienza della frenologia è cruciale per la comprensione dell'interazione tra le nostre due specie. Nel cranio dell'africano qui, l'area associata alla sottomissione è larga più di qualunque umano e qualunque altra subumana tra le specie sul pianeta terraSe esaminate questo pezzo di cranio qui, noterete tre distinte fossette. Qui, qui e qui. Ora, se avessi in mano il cranio di un Isacco Newton, o un Galileo, le tre fossette sarebbero state nell'area del cranio comunemente associata con la creatività. Ma questo è il cranio di Old Ben... E nel cranio di Old Ben, non gravato dal genio, queste tre fossette sono situate nell'area del cranio comunemente associata con... Il servilismo. 

- Mr Brillante devo ammettere che sei un tipo in gamba, ma se io prendessi questo martello qui, e lo abbattessi sul tuo cranio, tu avresti le stesse tre fossette, nello stesso posto di Old Ben.

Di colpo, bianchi che non hanno mai fatto una pensata nella vita, se ne escono con mille idee per farti fuori. E bada, molte di queste idee hanno in comune fotterti le parti basse. Be', capisco che sembra una buona idea, ma in effetti, quando stacchi le palle a un negro si svuota di sangue, boh in quanto... sette minuti, buona parte. Be'... buonissima parte. Allora ho detto "Cazzarola! I negri che vendiamo alla LeQuint Dickey fanno una fine peggiore". E quelli giù a dire "Frustiamolo a morte! Gettiamolo ai mandingo! In pasto ai cani di Stonecipher!". Allora io "Che c'è di speciale? Che c'è? Lo facciamo continuamente! Porco demonio, i negri che vendiamo alla LeQuint Dickey fanno una fine peggiore?!". Guarda, combinazione: non so come mai, Miss Lara se ne esce con la brillante idea di dare il tuo culo alla LeQuint Dickey Mining Company. E come schiavo della LeQuint Dickey Mining Company, da adesso in poi, fin quando morirai, ogni giorno per tutto il giorno, non farai che alzare e abbassare una mazza, trasformando grandi sassi, in piccoli sassi. E quando arrivi lì, quelli ti levano il nome. Ti danno un numero e una mazza in mano, e dicono "Al lavoro!". Una parola insolente e ti tagliano la lingua, e lo sanno fare bene, non perdi sangue. Ohh, lo sanno fare benissimo. Ti fanno lavorare. Ogni giorno, per tutto il giorno, finché ti spacchi la schiena. Quel giorno ti danno un colpo di mazza e ti buttano nella fossa dei negri. E quella sarà la fine della tua storia, Django.