sabato 23 novembre 2013

Harry a pezzi


Harry Block è un acclamato scrittore, nevrotico, depresso, continuamente in analisi, facile allo scendere sempre più in basso per rovinarsi la vita.
La sua Università, da cui era stato cacciato, lo ha insignito di un premio, ma non ha nessuno che vuole accompagnarlo. Quindi: trova una prostituta e rapisce il proprio figlio, da cui è stato obbligato a tenersi lontano a causa dei suoi comportamenti e discorsi amorali.
La vita di Harry è a pezzi: il migliore amico gli ha "soffiato" l'unica ragazza di cui si fosse mai innamorato, su cui fantastica un romanzo su una dantesca discesa negli inferi; ha alle spalle tre matrimoni falliti per colpa della sua incontenibile tendenza al tradimento; i suoi familiari e le ex mogli ce l'hanno con lui perché usati come personaggi, dipinti in malo modo, nei suoi romanzi, spesso svelando i loro segreti.


I personaggi dei suoi libri, ne escono e raccontano le fasi della sua vita fino a quella che sta vivendo: il blocco dello scrittore, rappresentata, in modo geniale, da Mel (Robin Williams), un attore che improvvisamente si trova ad essere "fuori fuoco".
L'analisi e il viaggio verso l'Università faranno intrecciare realtà e letteratura, con esilaranti sequenze
che frammentano la psiche di Harry facendoci scendere nelle sue surreali
manie.

Divertente, dialoghi serrati, cinici, insomma il chiacchiericcio nervoso di Allen invade e conquista la scena.
Il topos del doppio viene esasperato: è uno nessuno e centomila.
Harry è ognuno dei suoi personaggi che lo proiettano nelle sue deliranti fantasie fino a giungere all'Inferno per riprendersi l'amata rapita da Larry-satana.
Allen scrive, interpreta, dirige, da sfogo alle sue paranoie in questo film senza apparente trama, confuso e frammentario che trascina a singhiozzi lo spettatore nell'inconscio turbinoso del protagonista, divertendolo.



Trailer:





Frasi dal film:

- Sa, io vado a puttane... così non devo parlare di politica, di film, di Proust; quindi siamo "felici e clienti"


- Taci! Tu sei un mago con le parole, sennò come avresti fatto a convincermi a farti un pompino al funerale di mio padre?

Le due parole che uno desidera di più sentirsi dire... "Ti amo"? Assolutamente no. "È benigno".

-La tradizione è l'illusione della perpetuità.

- Io credo che tu sia il contrario di un paranoico. Credo che tu viva nell'insana illusione di piacere alla gente!

- Mi cacciarono via perché l'università non mi interessava, io volevo fare lo scrittore, era l'unica cosa che mi interessasse, del mondo reale me ne fregavo, mi interessava solo il mondo della fantasia e... e... e in più cercai di fare... un clistere alla moglie del preside, non gradirono un granché! 

-Sì, non c'è niente di male nella scienza. Sai, io tra l'aria condizionata e il papa, scelgo l'aria condizionata.

- Io non ho anima. Lo sai che vuol dire, mettiamola così: da giovane avevo meno paura aspettando la rivoluzione che adesso aspettando Godot.

- Ascensore dell'Inferno: Quinto piano: borseggiatori della metropolitana, mendicanti aggressivi, critici letterari. Sesto piano: estremisti di destra, serial killer, avvocati che vanno in TV. Settimo piano: i Media. Spiacenti, il piano è al completo. Ottavo piano: criminali di guerra evasi, predicatori televisivi, sostenitori di armi da fuoco. Ultimo piano: tutti fuori, prego.