venerdì 1 novembre 2013

La Grande Bellezza



Roma. Jep Gambardella è scrittore di un “giornale colto, letto da gente colta” e autore di unico romanzo, “L'apparato umano”,  che lo ha consacrato nell'olimpo del jet set “de' noantri”.
L'avanzare dell'età e l'incontro con personaggi estranei al suo mondo gli fanno guardare alla sua esistenza effimera in modo diverso, descrivendola da autore disincantato del suo stesso disfacimento.
Scruta, subisce e scompone la sua vita decadente, le miserie e la vacuità delle persone che la popolano.

Un viaggio all'interno e all'esterno dell'io narrante e della struggente magnificenza della città eterna che lo ospita, l'altra vera protagonista, una bella donna che cerca di nascondere il suo eterno appassire.
Un viaggio alla ricerca della grande bellezza, non trovata.
Una foto scolorita, malinconica, il nulla, un nulla eterno.

Tony Servillo cattura e affascina con la sublime naturalezza con la quale fa suo Jep.
Abbastanza calzanti, in ruoli inconsuetamente drammatici, Sabrina Ferilli, dietro le cui sinuosità si scorge il mistero che porta con sé, e Carlo Verdone, custode dei fragili sogni di trionfo, destinati a sgretolarsi, dei comuni mortali.


Citazioni dal film

    - A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: "La fessa". Io, invece, rispondevo: "L'odore delle case dei vecchi".
    La domanda era: "Che cosa ti piace di più veramente nella vita?"
    Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella

    - Non volevo essere semplicemente un mondano, volevo diventare il re dei mondani. io non            volevo solo partecipare alla feste, io volevo avere il potere di farle fallire!
    - La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare.
    - Sono belli i trenini che facciamo alle feste, vero? Sono i più belli del mondo... perché non vanno da nessuna parte.

    - Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c'è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c'è l'altrove. Io non mi occupo dell'altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.


Trailer